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Concorso per 6 ginecologi, rispondono in 40. Si spera nel rilancio del reparto con parto in acqua

Il Comitato Voglio Nascere a Termoli ha illustrato i dettagli del progetto di riorganizzazione del reparto ai vertici regionali della salute. Intanto si attende la nomina della Commissione esaminatrice per velocizzare l'assunzione a tempo indeterminato di 6 dirigenti medici in ostetricia e ginecologia.

Il concorso per assumere 6 ginecologi in Molise, dove la carenza di questa figura medica contribuisce a mettere in ginocchio il Punto Nascita del San Timoteo di Termoli, coinvolto da un provvedimento di chiusura per ora sospeso e al vaglio della magistratura, sta per entrare nella fase cruciale.

A giorni infatti saranno nominati i componenti della commissione esaminatrice del “concorso pubblico per titoli ed esami”, il cui bando è stato pubblicato sul bollettino ufficiale della Regione Molise numero 23 del 15 giugno 2019.

Il Comitato “Voglio nascere a Termoli” sollecita la nomina della commissione, che registra ritardi “inspiegabili”. “Non riusciamo a comprendere i motivi del ritardo – sostengono Giuseppe Pranzitelli, Alessandra Di Pasquale, Cinzia Ferrante e Debora Staniscia che questa mattina, 10 settembre, sono stati nuovamente in Regione per un secondo incontro informale ma a porte chiuse con il direttore alla salute Lolita Gallo e il sub commissario ad acta Ida Grossi.

Oggetto del confronto il miglioramento del Punto nascita del San Timoteo, ospedale di Colle Macchiuzzo a Termoli. Si è discusso, secondo quanto riferito dai 4 volontari, che hanno organizzato già manifestazioni di sensibilizzazione al problema e hanno come interlocutori non solo i sindaci del Bassomolise (che hanno impugnato il provvedimento di chiusura) ma anche i vertici del settore Salute della Regione, la riorganizzazione del reparto.

Per il quale in teoria è prevista anche la possibilità di partorire in acqua con la presenza di uno o due familiari nella sala parto, una sala operatoria dedicata appositamente al cesareo: tutto sullo stesso piano del reparto. Il vecchio progetto che ora si vuole rispolverare, a beneficio dell’incremento delle nascite e sotto la spada di Damocle della decisione ministeriale di chiusura, riguarda anche il miglioramento della formazione con corsi di aggiornamento per il personale e rafforzamento delle relazioni tra operatori e pazienti, nonché umanizzazione delle cure. Tutti temi per i quali ci sono già figure specialistiche disponibili e pronte a ricevere l’incarico, come la dottoressa Alessandra di Ioia e Lusiana Difino.

 

“Il progetto mira a rilanciare il Punto nascita di Termoli rendendolo più appetibile per pazienti e speriamo anche per nuovi ginecologi” concludono i quattro del comitato L113 che stanno portando avanti la validità della proposta e che manifestano anche una discreta speranza per il concorso “al quale – dicono – hanno risposto oltre 40 ginecologi. Ora però veloci con le procedure per chiudere e far ripartire la sanità”.

Con l’incognita del nuovo ministro Speranza, che ha preso il posto di Giulia Grillo, e della sostituzione del commissario ad acta Angelo Giustini.