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Cattedrale a rischio crollo e chiusa da otto mesi. Il sindaco: “Al lavoro per i fondi necessari”

Protestano i fedeli che chiedono celerità nell’opera di rifacimento del tetto per la riapertura della Cattedrale. Ma al momento non ci sono i fondi. La Curia al lavoro per ottenere un primo finanziamento dalla Cei. Il primo cittadino Roberto Gravina assicura: “In contatto con il Mibac per uno stanziamento straordinario”

A distanza di otto mesi, quel portone chiuso, senza che alcuna notizia sullo stato dei lavori all’interno della chiesa Cattedrale di Campobasso, ha iniziato a creare malumori e preoccupazione. Era infatti il 20 novembre quando il parroco  don Michele Tartaglia notò che le lesioni presenti da tempo sul tetto e causate dalle infiltrazioni d’acqua erano diventate più profonde. Poco dopo il responso senza scampo dei rilievi tecnici: il tetto della Chiesa di Santa Maria Maggiore ‘a rischio crollo’.

I fedeli oggi temono – come purtroppo spesso accade – che anche questo genere di interventi, urgenti e necessari per rimettere in sicurezza il tetto che rischiava il crollo, resti per sempre appeso al cartello “lavori in corso”.

Per fortuna la risposta a questi dubbi palesati da molti campobassani, pare vada in tutt’altra direzione. Le prime rassicurazioni infatti arrivano dal sindaco Roberto Gravina. Che, probabilmente raggiunto egli stesso dalla richiesta di chiarimenti da parte di cittadini e fedeli, ha voluto precisare che ha “immediatamente interessato il Mibac al fine di giungere ad uno stanziamento straordinario per il completamento dei lavori e la successiva riapertura”.

Dopo aver incontrato informalmente il Ministro Bonisoli a Roma e dopo aver interessato la struttura ministeriale, lo scorso venerdì Gravina ha formalmente scritto una nota al capo di gabinetto per “sollecitare, compatibilmente con le risorse disponibili, un intervento finanziario riguardo i lavori di restauro già in atto presso la Cattedrale di Campobasso, lavori per i quali i fondi già attivati risultano insufficienti allo scopo”.

Successivamente, dopo aver consultato Monsignor Bregantini (Arcivescovo della Diocesi di Campobasso-Bojano)e in accordo con la Curia, si è concordato che in questa fase il Comune svolgerà il ruolo di facilitatore nella comunicazione con la struttura ministeriale e per essa, con la locale Soprintendenza, curando la trasmissione della documentazione e tutto quanto utile per velocizzare la risoluzione del problema.

“Al Mibac, nei prossimi giorni – ha precisato Gravina – gireremo la documentazione della Curia relativa ai lavori da effettuare per poter riaprire la Cattedrale alla città. Come amministrazione comunale ci stiamo attivando in modo diretto e concreto per porre all’attenzione del Ministero la necessità di prevedere un finanziamento che dia modo di giungere alla conclusione dei lavori una volta avviati. Il nostro è un ruolo di connessione che intende agevolare il più possibile le procedure e le tempistiche necessarie alla riapertura di un luogo che rappresenta per Campobasso un patrimonio di fede e di storia.”

Anche la Curia si sta muovendo per velocizzare i lavori e soprattutto ottenere i fondi utili per riuscire quindi – anche poi con l’aiuto del Mibac – a terminare l’opera il prima possibile. Risorse che potrebbero arrivare dalla Conferenza episcopale italiana.

Insomma sono attive tutte le procedure utili per ottenere un milione 400mila euro, la somma necessaria per terminare gli interventi di rifacimento del tetto. E – se tutto va come previsto – la Cattedrale potrebbe presto tornare ad essere aperta al culto.