Frana a Rio vivo, lavori fermi: “Ho paura a entrare in casa mia. Noi abusivi? Falso, c’è condono” fotogallery

Da ormai venti giorni i sei residenti del civico 272 a Rio Vivo sono impossibilitati a rientrare nelle proprie abitazioni, a causa della frana che continua ad interessare il costone: «Ho paura ad entrare in casa per controllare la situazione – confessano – Temo che a breve la casa cederà su se stessa». I lavori di messa in sicurezza temporanea saranno effettuati dal Comune che, nel frattempo, ha aperto un contenzioso con i proprietari del terreno che dovranno provvedere alla risoluzione definitiva del problema a loro spese.

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La frana di Rio Vivo continua a riversarsi pericolosamente sulle abitazioni e sulla strada sottostante. Lo smottamento del terreno, anche a causa della pioggia che sta interessando la cittadina adriatica in queste ore, inizia ad insistere su una delle due abitazioni evacuate lo scorso 5 marzo, con conseguenti danni interni del primo piano della palazzina.

Non sono servite a nulla le tegole in legno, inchiodate alle finestre dai proprietari, per prevenire eventuali ingressi di fango ed acqua: «Ho paura ad entrare in casa per constatarne le condizioni, potrebbe venirmi un infarto – confessa Antonio Mennello, residente al civico 272 –. Mio padre è convinto che la casa, prima o poi, cederà crollando su se stessa. Già lo scorso anno abbiamo riscontrato crepe e lesioni sia interne che esterne, oltre al fango ed all’acqua che, dopo aver rotto le finestre, hanno invaso il pavimento».

Le sei persone evacuate, compresa una donna disabile, sono attualmente ospitate in una pensione termolese a spese del Comune, ma il contratto risulta in scadenza in queste ore. Questa notizia lascia una profonda sfiducia nei residenti che stanno trascorrendo questi giorni in balia dell’ignoto: «Ci avevano detto che potevamo rientrare martedì – continua Mennello – ma dovremo attendere ancora. Non abbiamo più le nostre comodità e non siamo riusciti a prendere nulla di più di qualche vestito per affrontare la quotidianità».

Le cause del cedimento del costone sarebbero da ricercarsi «sia nella morfologia del terreno concavo che nella mancanza dei canali di scolo sul suolo superiore – continua Mennello – Il tutto risulta dal CTU che è stato fatto». Le abitazioni presenti ai due civici 270 e 272 coinvolte nella vicenda, sono state condonate ormai da diversi anni: «Siamo cittadini normali, come tutti gli altri – concludono – Paghiamo le tasse e non siamo abusivi».

I lavori di messa in sicurezza, almeno provvisori, sono affidati al Comune di Termoli: «Il nostro è un intervento sostitutivo a quello del privato, dal momento che ci troviamo di fronte ad un problema di pubblica e privata incolumità. L’impresa procederà alle operazioni tra mercoledì 28 e giovedì 29 marzo – chiarisce al telefono Luigi Serrelli, architetto comunale – Gli operai si sono recati in loco sabato 24 marzo per procedere ai lavori, ma il terreno risulta ancora troppo impregnato di acqua e non ha potuto agire. Speriamo che in queste ore non piova, così da risolvere, almeno temporaneamente, il problema. Giovedì farò un’ordinanza di revoca a quella precedente, la numero 45, che dichiarava l’inagibilità temporanea».

I proprietari del terreno, dopo un primo rifiuto a concedere il nulla osta utile all’inizio dei lavori finali, hanno finalmente concesso l’ok «a procedere a spese del Comune – continua Serrelli –. La situazione iniziale prevedeva un investimento di novantamila euro della Protezione Civile, utili alla messa in sicurezza definitiva del costone, dal momento che si tratta di un’area privata, il comune non può spendere soldi pubblici. Il Comune ha aperto un contenzioso nei confronti dei proprietari del terreno che dovranno provvedere ai lavori di tasca loro».

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