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Paola, il tumore al seno e il progetto ‘Ricomincio da me’: “Donne dovete combattere”

La storia di Paola Di Iacovo, che a 33 anni ha avuto una diagnosi di cancro e dopo l'iniziale scoramento ha intrapreso una battaglia che l'ha portata a condividere l'esperienza con altre donne senza paura di mostrarsi. "Consiglio a tutte la prevenzione con medici competenti"

Dalla diagnosi alla disperazione, passando per la battaglia e fino alla rinascita. Questa è la storia di Paola, una giovane termolese che ha voluto condividere il suo messaggio di grande combattività e di speranza, ma soprattutto per far capire quanto è importante la prevenzione contro il cancro.

progetto ricomincio da me paola di iacovo

Sposata da poco più di due anni, il desiderio di creare una famiglia e l’inattesa scoperta di avere un tumore al seno. Mi chiamo Paola Antonella Di Iacovo, sono una pedagogista e a 33 anni mi è stato diagnosticato un tumore al seno con metastasi alle ossa, erano più di 7 mesi che il mio corpo mi mandava dei segnali, avevo dei dolori alla spalla… “Ma non è niente mi dicevano i medici, abbandona il ballo per un po’!” Il nodulo che avevo fatto controllare cresceva “Ma non preoccuparti è soltanto una cisti!” Mi consigliarono la laser e la tecar terapia per alleviare i dolori, ma io continuavo a stare sempre peggio fin quando decisi di effettuare una risonanza magnetica… il 7 maggio 2013 nacque una nuova Me! La mia vita apparteneva ad un essere mostruoso chiamato cancro!

Ottobre da tanti anni è ormai il mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno. Quanta paura dietro questa parola. Una parola che fa tremare ed inevitabilmente ti fa pensare alla morte. È inutile nasconderlo, si pensa alla morte! La tua vita, saputa la diagnosi, non sarà mai più la stessa e la spensieratezza non farà più parte di te. Inizierai a combattere come una vera guerriera per sconfiggere il “mostro”, ma lui non andrà via e a ricordatelo saranno le cicatrici visibili sul tuo corpo e quelle della tua anima, le più dolorose!

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Sentirsi dire di avere un tumore qualunque età si abbia, spaventa si sa, ma se si è giovani e hai tanti sogni che vorresti realizzare ti poni mille domande alle quali non avrai mai le risposte! Inizi a pensare di aver fatto veramente qualcosa di sbagliato se ti meriti una punizione così severa, ti chiedi perché, mentre tu sei su un letto di ospedale e nelle tue vene scorre il farmaco che potrebbe salvarti la vita le tue coetanee sono alle prese con i preparativi del matrimonio o sono in attesa di “conoscere” il futuro bimbo che portano in grembo! Altre invece stanno per intraprendere un nuovo percorso lavorativo o sono ansiose di raggiungere nuove mete mentre tu hai l’ansia di sapere se le terapie stanno funzionando!

Ad un certo punto però qualcosa cambia dentro di te, la paura si trasforma in voglia di vivere e di vincere! Ed allora ‘Ricomincio da me’. Ricomincio a sentirmi donna, dimentico quello che è stato e non ho paura di mostrare i segni e i “tatuaggi “che la malattia mi ha lasciato. Il mio fisico non sarà perfetto, ma ha saputo resistere a grandi combattimenti. Non ho nulla da invidiare alle influencers che vediamo sui social ed insieme alle mie compagne di viaggio ho scelto di essere una modella per un giorno, un giorno di riscatto per me e per loro”.

Così Paola descrive il progetto. “Ricomincio da me è un progetto che ho ideato quasi due anni e mezzo fa in una delle mie tante giornate buie. Mi sono ammalata giovane, avevo tanti progetti in mente, tanti sogni da realizzare, alcuni purtroppo non potrò portarli a compimento, altri li ho dovuti rimandare. In una di queste giornate ho preso un foglio, ho preso una penna ed ho cominciato a scrivere tutto quello che provavo, che sentivo dentro di me per sfogarmi. Mentre scrivevo mi è venuta in mente questa idea: ma perché non posso condividere queste mie sensazioni, queste mie paure, questa mia angoscia con tante altre ragazze che hanno avuto il mio stesso problema? Tante purtroppo vivono la mia stessa quotidianità, non siamo sole, non bisogna abbattersi, ma soprattutto dobbiamo trovare la forza di ricominciare sempre. Ecco perché ho chiamato il progetto ‘Ricomincio da me’ perchè ognuno deve ricominciare da se stesso.

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I progetti accantonati, i sogni non realizzati, bisogna riprendere la vita in mano, ricominciare a vivere senza pensare a quello che potrà succederci in futuro perché la vita è adesso, è ora”.

Un passaggio fondamentale sulle persone che le sono state al fianco. “Ho avuto la fortuna di avere accanto mio marito Francesco durante tutta questa mia battaglia che io continuo ancora a combattere perché non è del tutto finita per me, e accanto a lui i miei genitori. I miei amici e alcuni parenti mi hanno delusa molto, perché nel momento in cui hanno saputo della malattia hanno abbandonato non solo me ma anche Francesco. Questa è la cosa che mi ha fatto più soffrire perché io avevo capito che dovevo combattere per vivere, avrei potuto abbandonare l’ascia di guerra ed invece ho continuato a lottare per me stessa ma soprattutto per Francesco e miei cari genitori. Francesco aveva bisogno di qualcuno che gli dicesse “vieni a prendere un aperitivo o a fare una passeggiata con noi”. Io soffrivo molto per questo perché capivo che aveva bisogno di un sostegno, di un aiuto per farlo distrarre. Sono stati pochissimi quelli che ci sono stati accanto e colgo l’occasione per ringraziarli ora! Purtroppo a volte, e dico purtroppo, se non ci si ritrova in queste situazioni non si capiscono.

Paola si sofferma anche sulle cure ricevute e la prevenzione. “Sulle mie cure sono stata fortunata, io sono una persona cattolica, io e la mia famiglia abbiamo pregato tanto. Sono stata curata da dei medici, che chiamo i miei angeli a cui, in occasione del nostro decimo anniversario di matrimonio abbiamo voluto dedicare loro una festa alla Cala Sveva. Sono stata operata alla Cattolica, oggi Gemelli Molise. Lì sono stata sottoposta ad un intervento di mastectomia, ho effettuato diversi cicli di chemioterapia, immunoterapia e radioterapia. Sono stata seguita da loro in modo eccellente, sono state delle persone speciali. Quando sono arrivata con una sedia a rotelle, con la Misericordia, io ero diventata un ‘caso’ della Cattolica perché ero giovane, perché sono arrivata con una diagnosi particolare, purtroppo con una diagnosi sbagliata.

Tutti mi hanno accolta, coccolata, curata come se fossi una loro figlia, una loro sorella e sono stati di sostegno anche per i miei genitori e per Francesco. Io ho lì un pezzo del mio cuore, ogni qualvolta che varco quella soglia respiro aria di casa e sento il calore di una famiglia. Le stesse persone che mi hanno vista piangere e che mi hanno asciugato le lacrime oggi sono i miei colleghi. Non riesco a crederci neanche io che ora lavoro nella stessa struttura che mi ha donato una seconda possibilità! Dopo un grande dolore si trova sempre una grande gioia, ed io l’ho trovata a Campobasso.

Le cure che ci sono qui in Molise per me sono state importantissime perché mi hanno salvato la vita. A tutte le mie amiche che poi purtroppo si sono ammalate di questo tumore al seno ho consigliato vivamente di farsi curare in Molise perché noi abbiamo delle grandi strutture dove poter ricevere le giuste cure. A tutte le ragazze di 30 anni, anche più piccole, perché purtroppo ce ne sono, io consiglio di fare tanta prevenzione ma prevenzione non significa andare da un qualsiasi senologo, da un qualsiasi ginecologo, ma significa andare dai medici competenti, mi dispiace dirlo, ma è così e io non l’ho fatto! Mi sono ritrovata ad avere questo tumore con metastasi alle ossa perché la mia malattia non è stata curata in tempo. Fate prevenzione ma andate dai medici competenti”.

Paola ha deciso quindi di divulgare la sua storia. “Il progetto “Ricomincio da Me” nasce per dare forza e speranza a tutte le donne che stanno affrontando questa battaglia con grande coraggio. Ragazze diamoci dentro e iniziamo a metterci in posa!”.

Paola ed altre quattro ragazze hanno scelto di diventare modelle per un giorno e ‘sfilare’ in spiaggia, mostrando i segni della loro personale battaglia contro l’orco che ha lasciato sui loro corpi segni indelebili ma non ha ucciso la loro voglia di vivere, la loro voglia di essere sempre positive, unite perché ‘Unite si può’.

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Altro slogan scelto da Paola per la sua pagina Instagram dove ha iniziato a far conoscere il suo progetto che vuole essere unione di tante storie, di tante voci di donna che hanno vinto o stanno combattendo contro la malattia e non devono perdere la speranza, devono saper vivere ogni attimo la propria esistenza, in un carpe diem per sempre e per tutti.

Infine i ringraziamenti. “Grazie di cuore a chi ha reso possibile tutto questo e spero che sia solo l’inizio di una lunga serie. Giuseppe Vitulli con i tuoi scatti e la tua pazienza hai soddisfatto tutte le nostre richieste, Al dieci abbigliamento con i tuoi capi unici e il tuo grande cuore ci hai rese splendide.

Erika e Stefano parrucchieri attraverso la vostra professionalità ci siamo sentite delle vere e proprie modelle. Ci avete coccolate acconsentendo a tutti i nostri “capricci”. Fabrizio Vincitorio con la tua elegante ed accogliente location hai fatto sì che ci sentissimo a casa. Nicola de Francesco sei riuscito a tirare fuori tutto quello che avevo dentro con tanto garbo e delicatezza. Grazie Fabrizio Occhionero per esserci sempre”.