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Inquinamento, foci del Sinarca e Trigno ‘bocciate’ da Goletta Verde. “È così dal 2010, nulla è stato fatto”

Presentati stamane i risultati delle analisi dei campioni d'acqua prelevati dai volontari e dalle volontarie di Goletta Verde sulle coste molisane. 2 dei 3 campioni prelevati risultano oltre i limiti di legge, promossa solo la spiaggia di Sant'Antonio a Termoli. Legambiente “Persistono le criticità nelle foci dei fiumi, il tema della depurazione deve essere affrontato subito e in maniera concreta”

Bocciati sulla costa molisana 2 punti su 3. Dei punti campionati dai volontari e dalle volontarie di Goletta Verde lungo le coste molisane il 21 luglio, ci sono due foci e un punto a mare: i due punti prelevati alle foci sono risultati oltre i limiti di legge. Parliamo del Sinarca e del Trigno, mentre per quanto riguarda la spiaggia di Sant’Antonio la ‘pagella’ di Legambiente dice “entro i limiti”.

Ne hanno parlato questa mattina 31 luglio, al porto turistico di Termoli, Stefano Ciafani, Presidente Legambiente nazionale, Manuela Cardarelli, Presidente Legambiente Molise, Giusi De Castro, Legambiente Molise, Cristiana Biondo, Portavoce Goletta Verde, Rita Colaci, Assessore Ambiente Comune di Termoli, Marco Paolilli, Responsabile CONOU Coordinamento Area Centro Sud.

 

goletta verde legambiente

I monitoraggi lungo le coste che Goletta Verde effettua da anni non vogliono sostituire i dati ufficiali, ma vanno ad integrare il lavoro svolto dalle autorità competenti. I dati di Arpa sono gli unici che determinano la balneabilità di un tratto di costa a seguito di ripetute analisi nel periodo estivo. Le analisi di Goletta Verde hanno invece un altro obiettivo: andare ad individuare le criticità dovute ad una cattiva depurazione dei reflui in specifici punti, come foci, canali e corsi d’acqua che sono il principale veicolo con cui l’inquinamento generato da insufficiente depurazione arriva in mare.

Le analisi sono state eseguite da laboratori individuati sul territorio. La presenza di batteri di origine fecale (enterococchi intestinali ed escherichia coli) è un marker specifico di inquinamento dovuto da scarsa o assente depurazione.

 

Ebbene, sono risultate fortemente inquinate le due foci analizzate, quella del fiume Sinarca a Termoli e quella del fiume Trigno a Montenero di Bisaccia; entro i limiti di legge invece la spiaggia di Sant’Antonio a Termoli.

“Persistono i problemi alle foci dei fiumi – dichiara Cristiana Biondo, portavoce di Goletta Verde –. Rispetto allo scorso anno anche la foce del Trigno è risultata fuori dai limiti di legge. Il tutto reso ancor più grave dal fatto che è dal 2010 che la foce del Sinarca risulta oltre i limiti di legge al passaggio di Goletta Verde e i risultati di questo anno confermano che nulla è stato fatto in questo lasso di tempo per migliorare la situazione. Goletta Verde restituisce un’istantanea puntuale sulla qualità delle nostre acque costiere, senza sostituirsi alle autorità competenti, perchè il nostro obiettivo è denunciare puntualmente il cronico ritardo italiano sull’efficientamento dei depuratori e la presenza degli scarichi abusivi. Dobbiamo iniziare a mettere in campo azioni concrete, e affrontare il problema partendo dall’entroterra, per salvaguardare le acque dei mari e la cittadinanza”.

“Sono ormai 35 anni che Goletta Verde compie il periplo dell’Italia denunciando la mala depurazione. La situazione nel Molise è uno specchio di quella nazionale e dobbiamo correre ai ripari al più prestodichiara Stefano Ciafani, Presidente nazionale di Legambiente. Non dobbiamo dimenticare che due delle quattro procedure di infrazione europee per il mancato adeguamento alla direttiva europea sui reflui si sono già tramutate in condanne che ora stiamo pagando con multe salatissime che ammontano a 60 milioni di euro all’anno, che potrebbero essere spesi aprendo cantieri e creando nuovi posti di lavoro per il ciclo integrato delle acque. Anche se proprio in questi giorni sono state diminuite le sanzioni semestrali a carico dell’Italia per la mancata depurazione delle acque reflue, dobbiamo continuare a lavorare per efficientare il sistema depurativo. È una delle grandi opere pubbliche necessarie per il Paese e non più rinviabile da realizzare anche con le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.”

 

Tornando al Molise, va detto che le due foci corrispondono a punti non monitorati dalle autorità competenti, risultando di fatto delle acque abbandonate, ma in nessuna delle due aree è presente il cartello di divieto di balneazione né il cartello sulla qualità delle acque ormai obbligatorio da diversi anni.

 

Oggi Goletta Verde – come già annunciato – farà un flash-mob per dire il suo ‘no’ al mega progetto di edificazione noto come South Beach.

Inquinamento su terra e mare, torna Goletta Verde: flash mob contro South Beach

“É stata recapitata al Comune di Montenero di Bisaccia, e sostenuta dalla Regione Molise, una proposta progettuale relativa all’urbanizzazione e l’edificazione di un’area di circa 160 ettari a ridosso del mare. Una colata di cemento che potrebbe abbattersi su una delle poche aree ancora salve dall’edificazione a cui la costa adriatica è stata sottoposta negli anni.

Il progetto South Beach modificherà i connotati del territorio, andando a peggiorare la situazione della costa molisana che negli anni ha visto ben 17 chilometri modificati in modo irreversibile dal consumo di suolo con una preoccupante accelerazione del fenomeno negli ultimi anni.

Quest’anno, in concomitanza con il passaggio di Goletta Verde, abbiamo voluto riaprire un discorso importante per la nostra regione – dichiara Manuela Cardarelli, Presidente Legambiente Molise. Se vogliamo parlare di turismo in Molise, l’opera South Beach non è adatta al suo sviluppo. Per questo abbiamo deciso di organizzare un flash mob per questo pomeriggio per ribadire il nostro NO ad un progetto che distruggerebbe un tratto di costa ancora selvaggio. Per un totale di 35 chilometri di costa molisana, da Montenero di Bisaccia a Campomarino, in cui il 48% risulta già trasformato per usi urbani e infrastrutturali, il progetto South Beach sarebbe il colpo di grazia. Dal Molise alla Puglia continua la cementificazione della costa adriatica nell’ottica di un turismo stile anni ‘80. Non abbiamo bisogno di puntare su un turismo che si basi sul cemento, ma dobbiamo valorizzare la biodiversità.”