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Tracce di memoria

Il dj che sogna il riscatto del vinile: “Una battaglia di resistenza” in piazzetta Palombo

Il giornalista, collezionista e dj Maurizio Oriunno da qualche mese è nel suo piccolissimo locale nello splendido 'salottino' in pieno centro. “Ricordo ancora il mio primo 45 giri, ‘Woman’ di John Lennon e Yoko Ono. Campobasso deve crescere sotto diversi punti di vista ma la scorsa estate ho riscontrato un grande aumento di turisti”.

Vinile contro cd, analogico contro digitale, nostalgia/romanticismo contro ultramodernismo. Per gli appassionati, gli esperti, per chi si nutre di ‘pane e musica’, la partita non si apre neanche. Ma è una sfida per certi versi impari in un mondo digitalizzato, che fa dell’immediatezza il proprio cavallo di battaglia. C’è chi difende con le unghie e con i denti il buono delle cose storiche, chi investe nella buona musica e nel vinile, appunto.

A Campobasso, dalla scorsa estate, in un locale che non arriva neanche a cinque metri quadrati – ed è grazioso proprio per questo – c’è un angoletto di mondo incastonato nello splendido salottino di piazzetta Palombo (che prima della pandemia ha accolto anche concerti ed eventi musicali) che si batte proprio per un ideale: “L’amore per il disco in vinile è una battaglia di resistenza, non solo fascinazione vintage” ci dice Maurizio Oriunno, che da hobbista si è lanciato in questa nuova avventura chiamata ‘Madame Butterfly’.

Maurizio Oriunno

“Il disco in vinile appartiene ai romantici ed ai coraggiosi – spiega con trasporto contagioso –. Il vinile è sacro: dal calore del suono fino alla piccola soddisfazione di tagliare la pellicola trasparente dopo l’acquisto. E poi suona bene, si sente bene. E’ troppo facile andare sulla rete, pigiare una serie di tasti, fornire il numero di carta di credito ed acquistare file musicali. Per un collezionista la sacralità di un disco è collegata alla sua unicità. Oggi il fascino di una bella copertina è andato perduto, il suo posto è stato preso dagli effetti speciali presenti sul sito internet degli artisti o dalle fotografie pubblicate su Instagram. La copertina di un album rappresenta un legame reale con il manufatto musicale”.

Una sfida lanciata in piena estate e che lo scorso 31 dicembre sarebbe già dovuta andare in archivio: “La prima concessione durava da luglio al 31 dicembre 2020 – spiega Oriunno –. Ma il 10 gennaio ho scritto una lettera al Comune per chiedere una proroga, visto che col covid è stato davvero difficile convivere, che mi hanno accordato fino al prossimo 31 dicembre per la mia attività da hobbista. Sono stato sempre collezionista, dj, speaker radiofonico”: insomma, uno che alla musica ha sempre dato del tu.

Piazzetta Palombo Campobasso

Maurizio ci racconta il suo primissimo contatto con i dischi: “Era il 1981, ero a Pescara, acquistai un 45 giri di John Lennon, ‘Woman’. Naturalmente lo conservo ancora gelosamente. Sono cresciuto con i dischi, visto che mio padre era un musicista e aveva una buona collezione di jazz brasiliano, orchestrale. Da lì è iniziata la mia passione che oggi, a distanza di 40 anni, è sfociata in questa attività hobbistica”. Da Madame Butterfly si trova un po’ di tutto, “la mia collezione è a disposizione per scambio, permuta, acquisto e valutazione, si va dal jazz al rock anni ottanta”.

La piacevole conversazione è scandita da ‘Purple Rain’ del mitico Prince e accarezzata da un sole di gusto primaverile. L’incantato mondo degli anni ottanta è la naturale conseguenza. “All’epoca il vinile andava e anche tanto, la crisi è iniziata negli anni novanta, e infatti dal 1995 circa al 2005, per oltre una decina d’anni, in pochi hanno ristampato i vinili che oggi valgono tanto”. I clienti migliori? “Chiaramente i collezionisti, ma anche tante mamme e papà con i propri figli che ‘riscoprono’ i Beatles, i Duran Duran, i Doors”.

Madame Butterfly piazzetta palombo

Certo, Campobasso non rappresenta l’ideale per questo genere di attività: “Non è una buona piazza per i consumi culturali, dalla musica ai libri al teatro – ritiene Maurizio Oriunno –. E’ una città che deve crescere sotto questo aspetto, gli exploit ci sono solo sotto Natale, quando la città si riempie, e un po’ nel periodo estivo con qualche turista”. A tal proposito, anche lui conferma l’aumento di persone provenienti da fuori regione: “A luglio e agosto ho visto un grosso incremento da questo punto di vista, in questa piazza c’è stato un buon passaggio di clienti europei e da tutta Italia, affascinati dall’accoglienza del Molise e dai prodotti artigianali. E magari da qualche disco che nelle loro città non trovavano”.

Nel capoluogo è rimasto un solo negozio di dischi: lo storico Bootleg, in via IV Novembre da una quarantina d’anni. Sono lontani i tempi dei tre-quattro negozi in cui si andava a scegliere il disco in vinile, il cd. Madame Butterfly, a dispetto del suo nome, vuole resistere e durare nel tempo.

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