‘IoApro’, a Campobasso adesione quasi nulla. “I ristoratori rischiano, combattiamo per sospendere tasse e avere ristori”

Nel capoluogo non prende piede la protesta a carattere nazionale di diversi ristoratori che resteranno aperti oltre l’orario stabilito delle 18. Paolo Santangelo, presidente dell’associazione pubblici esercizi: “Sto facendo di tutto per dissuadere i pochi intenzionati ad aderire. Anche perché il rischio è alto, le Prefetture sono allertate e i controlli saranno serrati”. E annuncia che attraverso il Movimento Imprese Ospitalità “arriverà la sospensione della Tari e altri interventi di sostegno”.

Non ha trovato terreno fertile in Molise l’iniziativa nazionale lanciata sotto il grido di ‘IoApro 1501’. Si tratta della protesta messa in moto da diversi ristoratori italiani che prevede l’apertura, per questa sera 15 gennaio, oltre l’orario imposto da qualche mese a questa parte, ovvero le 18.00. In regione, al di là di qualche adesione sparsa qua e là e tutta da verificare, la stragrande maggioranza di chi ha un ristorante o una trattoria rispetterà le regole. E cioè, chiuderà all’orario stabilito.

A confermarlo è il presidente dell’Apem (Associazione pubblici esercizi del Molise), Paolo Santangelo: “L’adesione è quasi nulla, anzi sto facendo di tutto per dissuadere i pochi intenzionati ad aderire. Anche perché il rischio è alto, le Prefetture sono allertate e i controlli saranno serrati. La multa sarebbe automatica. Io capisco che istintivamente a tutti andrebbe di tenere aperto il proprio locale ma la battaglia va condotta su altre strade. Comunque, l’adesione è bassissima”.

Paolo Santangelo

Santangelo spiega di aver aderito invece a ‘Mio’ (Movimento Imprese Ospitalità) per il Molise: “Ce la stiamo mettendo tutta per ottenere un risarcimento a livello nazionale, attraverso uno scostamento di bilancio che possa portare alla sospensione della Tari, per esempio, e ad altri interventi che possano sostenere la categoria. Per quanto ci riguarda le battaglie si conducono in questa maniera”.

IoApro, ma non a Termoli. La protesta non piace ai nostri ristoratori, i locali restano chiusi

La protesta arriva in un momento molto difficile sotto il profilo dei contagi, che aumentano invece che diminuire. E quindi da molti potrebbe essere letta come una nota alquanto stonata di fronte alle centinaia di morti che purtroppo si registrano tutti i giorni. D’altro canto, tanti ristoratori sono in difficoltà e nel 2020 hanno incassato pochissimo, tra lockdown e chiusure più che anticipate. Bisogna stringere i denti, tutti insieme.