La situazione precipita nelle case di riposo. Ad Agnone gli operatori non garantiscono assistenza agli anziani

Lo ha dichiarato pubblicamente il direttore generale Asrem Oreste Flrenzano, che ora dovrà contrattualizzare operatori Oss da dislocare alla Tavola Osca di Agnone perchè, a differenza di quanto accaduto a Cercemaggiore, gli operatori della società che gestice il centro (alcuni positivi) non garantiscono assistenza.

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    Anziani di Agnone rischiano di essere abbandonati a se stessi. Gli ospiti della residenza Tavola Osca, una ventina trovati positivi al Covid, non hanno al momento una assistenza adeguata. Gli operatori della ditta che gestisce la struttura, e fa capo all’imprenditore Esterino Policella, non garantiscono il servizio. Alcuni di loro sono positivi (e in isolamento domiciliare), altri hanno evidenziato l’impossibilità di continuare a lavorare stante il rischio di contagio. La Asrem ammette grande criticità e sta cercando di risolvere il problema contrattualizzando operatori Oss (che sono operatori ospedalieri) da dislocare presso la struttura altomolisana. 

    È un problema serio quello che si sta creando all’interno della residenza per anziani Tavola Osca di Agnone, dove ci sono diversi casi di positività all’infezione da covid-19 ma dove, contrariamente a quanto accaduto a Cercemaggiore i cui ospiti positivi e asintomatici vengono tenuti in isolamento all’interno della stessa struttura non potendo essere isolati nei rispettivi domicili, ad Agnone manca il personale.

    Lo ha dichiarato il direttore generale Oreste Florenzano, manifestando anche una comprensibile incredulità verso un atteggiamento che sta mettendo in fortissima difficoltà l’azienda sanitaria, che ora è costretta a trovare una soluzione contrattualizzando Oss, cioè personale sanitario, da dislocare all’interno di una casa di riposo.

    E’ l’unica strada perseguibile al momento, anche se comporta uno “spreco” di risorse umane specializzate che in questo momento dovrebbero essere utilizzate negli ospedali che stanno andando in sofferenza. L’ultimo caso di emergenza riguarda infatti il Vietri di Larino, dove ci sono 5 anziani di Cercemaggiore fino ad alcuni giorni fa negativi al tampone che si sono positivizzati e che al momento resteranno all’interno della struttura frentana.

    “E’ una situazione nella quale non si può lasciare sola la Asrem” ha detto Florenzano, lasciando intendere che le polemiche e le divisioni sulla gestione della emergenza in questo momento costituiscono ulteriori ostacoli  a raggiungere risultati indispensabili per la garanzia della salute collettiva.

    Gli anziani di Agnone che non hanno i sintomi della infezione da Covid non possono nemmeno essere trasferiti al Cardarelli, dove i posti letto – come d’altronde è comprensibile – devono essere riservati a chi manifesta la malattia conclamata e necessita di cure ospedaliere. L’idea di spostarli al Caracciolo di Agnone resta in campo, sebbene sia una scelta fortemente osteggiata da parte della politica e delle istituzioni molisane. Il consigliere pentestellato Andrea Greco ha messo in evidenza come sarebbe opportuno ora “requisire una struttura alberghiera per tenere in isolamento gli anziani positivi” anche alla luce del fatto che l’impresa di pulizia del Caracciolo di Agnone è la stessa che dipende dalla società che gestisce Tavola Osca, e che la contaminazione è una ipotesi tutt’altro che astratta.

     

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