La preghiera straordinaria del Papa: “Gesù, non lasciarci nella tempesta”. L’evento storico in diretta planetaria foto

Francesco solo sul sagrato della Basilica, in diretta planetaria. Davanti a sé una incredibile, emozionante piazza San Pietro vuota. Una immagine che questo venerdì di quaresima in tempo di pandemia – oggi in Italia il più alto numero di morti per il virus – consegna alla storia. “Signore, ci chiami a cogliere questo tempo di prova come un tempo di scelta. Non è il tempo del tuo giudizio, ma del nostro giudizio: il tempo di scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ciò che è necessario da ciò che non lo è. È il tempo di reimpostare la rotta della vita verso di Te, Signore, e verso gli altri”.

piazza san pietro pandemia

“Nessuno si salva da solo” l’accorata preghiera del papa, la voce affranta ma negli occhi la luce della speranza che resiste, e deve resistere a maggior ragione in questa tempesta.

“La tempesta smaschera la nostra vulnerabilità e lascia scoperte quelle false e superflue sicurezze con cui abbiamo costruito le nostre agende, i nostri progetti, le nostre abitudini e priorità. Ci dimostra come abbiamo lasciato addormentato e abbandonato ciò che alimenta, sostiene e dà forza alla nostra vita e alla nostra comunità. La tempesta pone allo scoperto tutti i propositi di “imballare” e dimenticare ciò che ha nutrito l’anima dei nostri popoli; tutti quei tentativi di anestetizzare con abitudini apparentemente “salvatrici”, incapaci di fare appello alle nostre radici e di evocare la memoria dei nostri anziani, privandoci così dell’immunità necessaria per far fronte all’avversità”. Le parole del Papa risuonano su tutte le tv, i monitor dei pc, gli smartphone del mondo. E la sua preghiera unisce il pianeta: “Signore, non lasciarci nella tempesta”.

 

 

 

Un momento straordinario di preghiera in tempo di pandemia.

Oggi a partire dalle 18 e per circa un’ora Papa Francesco ha presieduto un momento di preghiera sul sagrato della Basilica di San Pietro, con la piazza vuota, come annunciato lo scorso 22 marzo al termine della preghiera dell’Angelus.

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“Il Pontefice – ricorda la sala stampa della Santa Sede – ha invitato tutti a partecipare spiritualmente, attraverso i mezzi di comunicazione, per ascoltare la Parola di Dio, elevare una supplica in questo tempo di prova e adorare il Santissimo Sacramento. Al termine della Celebrazione il Santo Padre impartirà la benedizione ‘Urbi et Orbi‘, a cui sarà annessa la possibilità di ricevere l’indulgenza plenaria“. Lo stesso invito è stato rinnovato dai Vescovi delle Diocesi molisane.

L’evento è stato trasmesso in diretta mondovisione su Rai Uno e Tv2000  e  seguito in più lingue sulla Radio Vaticana. Anche Primonumero ha dato la possibilità ai suoi lettori di vederlo.

Un momento storico anche per la Chiesa e i fedeli in questo venerdì di quaresima, che è stato possibile seguire in streaming. Al termine della preghiera l’indulgenza plenaria, che “cambia” alla luce dei tempi particolari che viviamo per chiedere al Signore di ascoltare l’invocazione di tutti gli uomini e le donne in questo tempo segnato dall’epidemia.

La Chiesa dà la possibilità di ottenere l’indulgenza plenaria ai malati di coronavirus, agli operatori sanitari, ai familiari e a quanti, con modalità differenti, si prendono cura di chi sta male. E proprio in virtù della situazione attuale stabilisce condizioni particolari, che ad esempio non prevedono la presenza fisica alle celebrazioni