Nicosia, audizione all’Antimafia secretata. Per la gente le domande a Occhionero restano senza risposta

Il contenuto del colloquio davanti alla commissione parlamentare antimafia della deputata molisana resterà segreto, su richiesta della stessa On. Giuseppina Occhionero. Fra i tanti che le hanno voluto fare domande, anche il presidente Pietro Grasso, già procuratore nazionale Antimafia e a capo della formazione politica con la quale l'onorevole di Campomarino è stata eletta

Rimangono senza risposta, almeno per il pubblico, le tante domande relative al ruolo di Giuseppina Occhionero e alla sua collaborazione con Antonello Nicosia, di recente finito in manette. È stata infatti secretata, su richiesta della stessa deputata molisana, l’audizione davanti alla commissione parlamentare antimafia che si è svolta nella serata di ieri, martedì 19 novembre al Palazzo San Macuto di Roma, dove solitamente si riunisce la commissione bicamerale presieduta dal Senatore del Movimento 5 Stelle Nicola Morra.

Una pratica piuttosto inusuale ma prevista dai regolamenti parlamentari, dato che qualora la persona ascoltata ritenga di riferire alla commissione ai fatti o circostanze che non possano essere divulgate, può chiedere che non venga divulgato il contenuto o parte dell’audizione.

“Immagino che essendoci delle indagini preliminari in corso – ha detto la Occhionero– e avendo io riferito l’intero contenuto di quello che ovviamente stasera dirò a voi, oltre a quello che mi chiederete, e a cui sarò disponibile a rispondere, io credo che capiate la mia esigenza di voler secretare l’intera adunanza proprio perché in questo modo io possa liberamente parlare di tutto quello che conosco e di ciò che vorrete chiedermi”.

Così la parlamentare di Campomarino, di recente passata a Italia Viva in apertura della seduta. I fatti di cui si è discusso ieri si riferiscono alle indagini preliminari dei magistrati di Palermo che già hanno interrogato la deputata pochi giorni dopo l’arresto del suo collaboratore parlamentare Antonello Nicosia, finito in carcere con l’accusa di associazione mafiosa perché ritenuto una sorta di messaggero dei mafiosi all’interno dei vari penitenziari d’Italia che visitava proprio in virtù del tesserino di collaboratore parlamentare.

nicosia antonello

Proprio su questi rapporti fra la Occhionero e Nicosia, che nelle telefonate chiedeva intercessione alla deputata per le condizioni di alcuni penitenziari e soprattutto per il trasferimento di criminali detenuti al regime di carcere duro del 41 bis, si è discusso a lungo nella audizione che è durata quasi tre ore essendo iniziata alle 20,15 è dichiarata chiusa alle 23,05.

Numerosi i parlamentari che hanno ritenuto di dover porre considerazioni o domande alla Occhionero. Fra loro va segnalato anche il presidente Pietro Grasso, già procuratore nazionale antimafia e tra l’altro proprio al vertice di Leu, la formazione parlamentare con la quale era stata eletta nel 2018 la Occhionero.

Un dibattito lungo, che si è protratto fino alle 23,  e che ha visto quindi gli interventi di tutte le parti politiche presenti ma che evidentemente non potrà venire a conoscenza del pubblico. Restano quindi ancora senza risposta le tante domande sulla vicenda che coinvolge la deputata molisana, dal perchè non abbia controllato il curriculum di Nicosia, alle richieste che lui faceva a lei a favore dei mafiosi, se si sia mai resa conto di quali personaggi stesse parlando il pregiudicato, e infine perché, se avesse intuito la situazione, non l’ha denunciato.