‘La mafia uccide, il silenzio pure’: allo Scientifico incontro col fratello di Peppino Impastato

A scuola si è svolta una videoconferenza di educazione alla legalità dal titolo: “La mafia uccide, il silenzio pure” con la preziosa presenza di Giovanni Impastato.

Venerdì 4 dicembre alle ore 10.30 presso il Liceo Scientifico di S. Croce di Magliano si è svolta, con il plauso della dirigente scolastica, la professoressa Giovanna Fantetti, una videoconferenza di educazione alla legalità dal titolo: “La mafia uccide, il silenzio pure” con la preziosa presenza di Giovanni Impastato.

Gli alunni del Liceo hanno incontrato Giovanni Impastato, fratello di Giuseppe, giornalista, attivista da tutti ricordato come Peppino. Nato a Cinisi (Palermo) da una famiglia mafiosa, non cessò mai di battersi contro Cosa Nostra, fino all’attentato che, nella notte tra l’8 e il 9 maggio ’78, lo uccise ad appena trent’anni.

L’iniziativa s’inserisce nel percorso dell’insegnamento di educazione civica che vede tra i suoi obiettivi specifici  di apprendimento l’educazione alla legalità e al contrasto delle mafie.

La finalità della scuola è stata quella di offrire agli alunni la possibilità di contestualizzare e interiorizzare l’insegnamento etico e civile di Peppino Impastato.

Dopo la visione del film sulla vita di Peppino dal titolo “I cento passi”, i ragazzi hanno potuto conoscere attraverso la testimonianza diretta di Giovanni Impastato la forza, il coraggio, la determinazione, e soprattutto la figura dell’intellettuale che con l’arma della cultura, della parola e dell’ironia ha combattuto la mafia ed ha lottato per l’emancipazione della società  di Cinisi.

La dirigente scolastica nel suo intervento iniziale ha posto l’accento sulla forza e la determinazione della famiglia Impastato per riportare in auge la verità sul delitto di Peppino.

giornata legalità

Giovanni Impastato oltre a rispondere alle tante domande che gli studenti liceali hanno posto nel suo intervento ha rimarcato i tratti salienti del pensiero e dell’azione di Peppino, tra cui l’impegno ecologico e la salvaguardia della “bellezza “ del territorio, tema ancora oggi attuale, l’impegno politico, l’arma della denuncia diretta alla mafia con mezzi di comunicazione nuovi per quel tempo. Ciò che emerso con energia  dalle sue parole è il grande amore di Peppino per la cultura, lo studio e  la conoscenza, strumenti che gli hanno permesso di non abbassare mai la testa e di combattere per la verità.  Ha poi invitato gli alunni a considerare Peppino non come un eroe del passato, ma come figura viva per le giovani generazioni. Nelle ultime considerazioni è emersa l’importanza che Peppino dava al dialogo e al confronto e che non si è mai chiuso e ingabbiato nella sua ideologia, ma è stato sempre aperto al confronto, strada maestra per raggiugere la verità che non è mai singola ma plurale.

La giornata è terminata con l’intervento della dirigente scolastica che ha invitato gli alunni a riflettere sul valore della cultura, ad  amarla perché quello è il cammino che ci rende cittadini attivi e liberi.