Piani Covid: Roma chiese modifiche al Vietri Hospital, la Regione inviò il Piano sul Cardarelli. Manzo vuole chiarezza

Quali erano le modifiche richieste dal ministero della salute rispetto al Vietro Covid Hospital, e come mai invece di presentarle la Regione Molise ha inviato un Piano diverso incentrato sul Cardarelli? Patrizia Manzo, dopo aver ricevuto un chiarimento da Roma, sottopone una serie di interrogativi a Donato Toma e ai molisani. "Indispensabile fare chiarezza"

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Perché le modifiche richieste da Roma al Piano per l’Emergenza Covid che prevedeva il Vietri come ospedale dedicato non sono state mai apportate? Perché a Roma, dal ministro Speranza, è arrivato il Piano che prevede l’ampliamento del cardarelli, intervento che peraltro è iniziato tardi e non sarà ultimato prima di marzo? E ancora: come mai il Governatore Donato Toma parla di bocciatura del Vietri Covid se nella lettera del Ministero si indica solo la necessità di apportare modifiche allo stesso?

patrizia manzo

Domande che, nel giallo in cui si è trasformato il caso, non hanno ancora una risposta netta. Domande che ora la portavoce Cinque Stelle in Regione Patrizia Manzo pone al presidente della Giunta regionale in un intervento pubblico finalizzato a fare chiarezza, una volta per tutte.

“Mentre i cittadini e gli imprenditori affrontano questa quotidianità complicata, si rimboccano le maniche per affrontare una grave emergenza sanitaria ed economica, mentre i sindaci cercano di fare quanto nelle loro possibilità per essere al fianco delle loro comunità, il presidente Toma ha sbandierato in televisione gli atti che, secondo lui, avrebbero portato a una ‘bocciatura’ del primo Piano Covid, inviato a Roma dal Commissario ad acta della Sanità.

Con un passaggio trionfalistico, per dirla tutta, il governatore usa un verbo specifico: parla di ‘bocciatura’. È proprio questo termine – e soprattutto il suo significato pratico – a insinuare il dubbio. Perché, a seguito di un accesso agli atti che ho inviato al Ministero della Salute, ho ricevuto ben altra risposta”.

 Patrizia Manzo inizia a fare chiarezza nella “telenovelas” spiegando che “Ad una mia precisa richiesta di conoscere le osservazioni del Ministero della Salute al piano molisano, sul decreto del direttore generale della Programmazione sanitaria del competente dicastero si legge chiaramente: “la Regione Molise ha trasmesso una proposta di piano di riorganizzazione; il Ministero della Salute ha richiesto modifiche al piano presentato e che la Regione Molise, in riscontro a quanto richiesto dal Ministero della Salute, ha trasmesso una ulteriore proposta di piano di riorganizzazione, successivamente adottata con decreto del commissario ad acta n.48 del 14/07/2020”. 

 In sintesi: Il Molise manda a Roma il Piano sul Vietri Covid, il ministero risponde che non basta e devono essere apportate modifiche e il Molise, per tutta risposta, invia un secondo Piano radicalmente differente, quello del Cardarelli.

“Le modifiche – aggiunge Manzo – non sono mai arrivate. Al loro posto, invece, è stato inviato – da via Genova – un nuovo Piano.  A questo punto sarà importante e utile capire quali sono le modifiche chieste dal Ministero. Avrebbero rappresentato la migliore risposta in termini sanitari per i molisani?”

Restano altre domande. “Perché il governo regionale – che non esita a rimarcare ad ogni occasione la sua impossibilità a poter gestire la Sanità in Molise, perché quest’ultima è in capo alla struttura commissariale – ha evitato di ragionare sulle modifiche richieste? Perché è stato annullato e sostituito il piano del 16 giugno con un secondo documento inviato il giorno dopo (che tempismo, guarda caso!), come conferma lo stesso presidente?

 

Perché il presidente Toma insiste nel definire la risposta del Ministero della salute del 7 luglio una ‘bocciatura’, quando è lo stesso direttore generale del dicastero a scrivere che sono state richieste delle modifiche?”

E soprattutto: “A chi giova tutto questo tira e molla, questo scaricabile di responsabilità? Di certo non ai cittadini, non al diritto alla salute. Non al Molise”.

“Credo che la politica, se fosse stata matura – come si richiede ad una classe dirigente che regge in mano le sorti di un’intera comunità – in piena pandemia e nonostante le evidenti opinioni contrastanti, sarebbe dovuta giungere alla decisione più efficace, appropriata, sicura e di qualità per garantire in maniera uniforme, sull’intero territorio regionale, l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza.

Purtroppo siamo in Molise e, si sa, in tema sanitario è facile – e a volte ‘politicamente utile’ – creare contrapposizioni, ricavarsi quel posticino più appetibile mediaticamente, purché porti consenso”.

 

 

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