Favino mattatore a MoliseCinema: «Quando la mia fidanzata mi disse ‘Se non provi a fare l’attore sei scemo’»

L'attore romano, fresco vincitore del David di Donatello, ospite d'onore a Casacalenda per il festival del cinema. Nonostante il maltempo ha scherzato sul libro in suo onore 'Il collezionista di anime', raccontando le origini della sua carriera

“Non l’ho portata io la pioggia, volevo precisare il concetto” ci scherza su Pierfrancesco Favino, che diverte il pubblico di MoliseCinema nel corso di una serata bagnata, 6 agosto a Casacalenda, come quella del giorno prima.

Favino MoliseCinema

Mattatore sempre, l’attore romano con origini pugliesi, che entusiasma a teatro così come in tv e sul grande schermo. Cinema che gli ha regalato forse le soddisfazioni più limpide, non ultimo il successo totale per le impeccabili interpretazioni di due personaggi per motivi diversi scomodi e importanti del ‘900: Tommaso Buscetta e Bettino Craxi.

MoliseCinema lo ha portato a Casacalenda nella difficile estate post lockdown. Una bella sorpresa per gli spettatori del Festival e un bel regalo anche per Favino: il terzo volume della Collana MoliseCinema (Cosmo Iannone Editore) che si occupa dei grandi del cinema contemporaneo. Protagonista delle pagine del libro, curato dal direttore artistico del Festival, Federico Pommier – e per l’occasione dal critico cinematografico dell’Espresso, Fabio Ferzetti – proprio lui, Favino, l’attore più in forma e forse anche il più amato del cinema italiano di oggi.

Arrivato nel tardo pomeriggio a Casacalenda, l’interprete top della sei giorni di rassegna, ha intrattenuto il pubblico alla sua maniera, incalzato dalle domande di Pommier e Ferzetti. “Mi impressiona un po’ un libro su di me – ha spiegato – anche perché sono uno che guarda poco al passato. Certo è una bella soddisfazione e mi ricorda tutto quello che ho fatto finora”.

Favino MoliseCinema

Poi scherza sulla drammaticità del titolo “Il collezionista di anime” che sottolinea la sua capacità di entrare nelle viscere dei diversi personaggi portati in scena, come certificano nel libro i Maestri registi Marco Tullio Giordana, Marco Bellocchio, Giuliano Montaldo, Ferzan Ozpetek, Maria Sole Tognazzi e l’attrice Kasia Smutniak, non male per uno entrato nel cinema senza appoggi e con un unico grande motore propulsivo: la passione.

Poi, prima della pioggia, arriva la rivelazione: “Ho sognato di fare cinema da bambino – ha raccontato – Chi mi ha spinto a fare la scelta decisiva sono state la mia insegnante d’inglese al liceo, molto appassionata di cinema, e una fidanzata che mi ha detto: Se non ci provi sei scemo”.

Dalla piazza al cinema teatro, non solo a parole, ma nel senso fisico del termine. Il maltempo dirotta tutto il gruppo di appassionati, e protagonisti, Favino in primis, al chiuso, dove prosegue l’incontro, fino alla premiazione dell’interprete di Hammamet, che aggiunge la targa ‘K’ di Casacalenda (consegnata dal Presidente della Regione, Toma) al suo prestigioso palmarés: tra gli altri riconoscimenti tre ‘David di Donatello’ e 5 ‘Nastri d’argento’.

La pioggia non ha placato gli entusiasmi, per fortuna. La serata è proseguita con la proiezione in contemporanea (nei due spazi al chiuso) di ‘Hammamet’ e degli ‘Anni più belli’ film di quest’anno, regia di Gabriele Muccino, con Favino ancora in formissima.

Tra uno scroscio di pioggia e la corsa da una location all’altra, abbiamo trovato il tempo per un’intervista. Nel video quello che ci ha raccontato.

 

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