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Licenziano 37 operai e li riassumono con ditta diversa per pagare meno tasse: scoperta maxi truffa fiscale

Nei guai tre persone accusate di emissione di fatture false e somministrazione abusiva di manodopera. Avrebbero volutamente creato un'azienda differente per avere gli sgravi fiscali a favore di persone in mobilità

Una maxi truffa fiscale che aveva portato a evadere qualcosa come 170mila euro. Nei guai tre persone, accusate dalla Guardia di Finanza di associazione a delinquere finalizzata all’emissione di fatture false e alla somministrazione abusiva di manodopera. Sono le tre persone facenti capo a un’azienda di Petacciato, trasformata da ditta di trasporti con 37 operai a ditta di logistica con un unico cliente cui erano stati messi a disposizione quelle stesse 37 persone. Gli operai, secondo le Fiamme Gialle, erano stati prima licenziati e poi riassunti proprio per pagare meno tasse.

L’operazione della Guardia di Finanza di Termoli è arrivata a conclusione di una verifica fiscale avviata nei confronti di una azienda di Petacciato specializzata nel settore degli autotrasporti. In particolare i finanzieri hanno individuato 37 operai che venivano prima licenziati e poi riassunti, con l’ausilio di una società fantasma, creando così un ammanco all’Inps di oltre 170 mila euro.

Secondo la Finanza l’azienda aveva utilizzato questo sistema fraudolento per approfittare delle agevolazioni previste a favore delle imprese che assumono disoccupati con contratto di lavoro a termine di 12 mesi al massimo, con possibilità di estensione per un altro anno in caso di assunzione a tempo indeterminato. Si tratta di vantaggi pensati a tutela dell’occupazione, con lo scopo di aiutare i lavoratori in mobilità.

Invece nella realtà scoperta dai finanzieri molisani, una società di logistica si era incaricata di assumere i lavoratori licenziati da una società di trasporti. In sostanza si trattava di due strutture aziendali che facevano capo allo stesso gruppo societario, il quale aveva messo a disposizione gli operai con un contratto di affiliazione e appalto di servizi.

La truffa fiscale è andata avanti per un paio di anni durante i quali i dipendenti hanno continuato a svolgere le medesime mansioni di prima, ma semplicemente con una denominazione differente, con il vantaggio per le società di versare contributi in maniera considerevolmente ridotti grazie agli sgravi previsti per l’assunzione di personale in mobilità.

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Le Fiamme Gialle hanno accertato come l’azienda utilizzata formalmente come nuovo datore di lavoro fosse priva di mezzi e avesse in portafoglio un unico cliente cui aveva messo a disposizione, con un contratto di affiliazione e appalto di servizi, quegli stessi 37 operai licenziati. Nei guai tre soggetti individuati che sono stati denunciati per somministrazione fraudolenta di manodopera e truffa aggravata nei confronti dell’Inps.

“L’attività di servizio condotta dalla Guardia di Finanza di Termoli s’inquadra nel più ampio dispositivo di polizia economica finanziaria predisposto dal Corpo, finalizzato a contrastare le frodi fiscali e contributive, per salvaguardare l’Erario e gli imprenditori onesti, danneggiati da fenomeni – come quello scoperto – che inquinano il mercato e penalizzano le imprese sane” si legge in una nota della Finanza.