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È morto Nino Amoroso, commendatore per meriti giornalistici

Capo ufficio stampa dell’allora ministro Giacomo Sedati, negli anni cinquanta ha fattivamente contribuito alla riforma del sistema agricolo. Ha poi lavorato per la tutela e la salvaguardia della professione ricoprendo diversi incarichi all'interno degli organismi di categoria. Insignito di diverse onorificenze, ricevette il premio "Francesco Jovine" per le inchieste condotte sui problemi del Meridione

Ha fondato l’associazione stampa di cui a Campobasso è stato anche presidente. Commendatore per meriti giornalisti è stato corrispondente Ansa e per il Corriere della Sera. Ha lavorato con “Il Giorno”, “Il Momento”, “Il Messaggero”, “Il Globo”, “The associated press” e molti altri.

Insomma del giornalismo ha fatto la sua vita. Quella principale, quella pubblica.

Ieri sera è morto Nino Amoroso. Era nato a Montelongo 90 anni fa, ed era iscritto all’ordine dei giornalisti del Lazio da 67 anni.

Giornalisti in trincea, è stato anche per circa 25 anni dirigente del settore informazione, stampa e pubbliche relazioni della Regione Molise.

Ha sempre lavorato per la tutela e la salvaguardia della professione in cui credeva moltissimo. Diversi gli incarichi che ha ricoperto  all’interno dell’Ordine dei giornalisti, dell’Ipgi e delle varie associazioni di appartenenza.

Capo ufficio stampa dell’allora ministro Giacomo Sedati, negli anni cinquanta ha fattivamente contribuito alla riforma del sistema agricolo. Diversi i premi che ha ricevuto nella sua lunga carriere tra cui anche quello “Francesco Jovine” per le inchieste condotte sui problemi del meridione. Infine l’onorificenza dal Presidente della Repubblica come commendatore per i meriti giornalistici.