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Il male dell’Italia sono le mafie, non i migranti

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“Sei andato a scuola, sai contare?” “si so contare”

“E sai camminare?” “so camminare” “E contare e camminare insieme lo sai fare?” “credo di si”

“Allora forza, conta e cammina.. 1,2,3,4..” “ma dove stiamo andando?” “..conta e cammina..95,96,97,98,99,100..lo sai chi ci abita qui?

U zu Tano ci abita qui.. cento passi ci sono da casa nostra, cento passi”

(dal film I Cento Passi di M.T. Giordana, sulla vita di Peppino Impastato).

 

“Ma la tua vita adesso puoi cambiare solo se sei disposto a camminare, gridando forte senza aver paura contando cento passi lungo la tua strada”..

Allora.. 1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi!

(dal brano dei Modena City Ramblers “I cento passi”)

La distanza tra noi e la realtà delle mafie è sempre minore, è un problema vicino a noi tutti. Mentre questo governo punta il dito verso un fenomeno Globale, ovvero la migrazione, evidenziandola come la panacea di tutti i mali, con il  Ministro Salvini che il 17 marzo 2018 a Rosarno (RC), di fronte agli uomini della cosca Bellocco (narco trafficanti tra i più potenti al mondo) e, parenti vari della famiglia Pesce (storica e longeva famiglia di ‘ndranghetisti), schierati nelle prime file, dice: “Per cosa è conosciuta Rosarno? Per la baraccopoli” (dei migranti).

Questa scelta quanto meno da definire codarda, non parlare di mafia in terra di mafia, si contrappone agli insegnamenti di Peppino Impastato, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, cui il Comune di Termoli, oggi 21 marzo, dedicherà rispettivamente un’area e una piazzetta. La loro, quella di questi ultimi, è la scelta del coraggio, la scelta degli occhi aperti su quello che si vede dalle nostre finestre, la scelta di migliorare casa nostra. La metafora dei cento passi è emblematica nel proporci una strada fatta di legalità, una strada che avvicini le Organizzazioni dello Stato ai cittadini, ed i cittadini ad esse. Il concetto del “Vaffa” alla Politica tutta, alle Istituzioni, non ha fatto altro che indebolire il rapporto di fiducia tra le parti, creando un terreno fertile per le associazioni a delinquere, che dello Stato cercano sempre di prendere il posto, di sostituirlo in tutti i suoi livelli, fino a dare l’impressione che per avere: un posto di lavoro, un posto in ospedale, un prestito ecc.. gli ambienti malavitosi, o il corrotto di turno,  aiutino più delle Istituzioni.

110 miliardi di euro è il volume di affari annuo delle mafie nella Comunità Europea, questo quanto emerge dal rapporto finale del progetto OCP, dell’Università Cattolica di Milano in collaborazione con un consorzio di partner internazionali di sette paesi europei. 29,5 miliardi di euro quello che muovono nel nostro Paese. Se pensiamo che la gestione dei migranti in Italia costa 4.7 miliardi all’anno (dati estrapolati dal Def 2018, quindi dalle elaborazioni del ministero dell’Economia e delle finanze e dalla Ragioneria generale dello Stato) viene facile capire che spostare l’attenzione mediatica, concentrare i Tweet del Ministro Salvini, sui reati perpetrati dalle Mafie in Italia, e non verso i “demoni migranti”, che portano consensi, oltre che uno slancio di civiltà e di forza dello Stato, sarebbe anche un modo per recuperare economicamente una quantità di risorse tali da sopperire, ad esempio, all’aumento dell’iva (occorrono 23 miliardi di euro) che sta diventando uno scenario sempre più probabile. La lotta alla criminalità organizzata deve essere in ogni piccola realtà un fatto culturale, dobbiamo attraverso le reti scolastiche, le associazioni, le Istituzioni di “frontiera”, i comuni, far passare il messaggio che il cittadino ha il dovere di denunciare ogni singolo episodio associabile a comportamenti mafiosi, ma questo è possibile solo attraverso la trasmissione, al cittadino stesso, del senso di protezione e di tutela dal parte dello Stato. La legalità è lo scudo alla sicurezza di un Popolo. Fenomeni di illegalità hanno incancrenito anche il tessuto della Politica e, sia chiaro che non è un fenomeno esclusivo di uno o due partiti, ma riguarda, purtroppo nel complesso, tutte le realtà Parlamentari italiane. Il concetto che è la “Vecchia Politica” ad essere intaccata da questo male, è un concetto pericoloso, è uno sprone ad abbassare la guardia nei confronti di chi cerca di corrompere, soggiogare, minacciare chi detiene potere decisionale in un determinato momento storico. Tutte le forze politiche sono a rischio, tutte le forze politiche devono combattere questo male.

Come Federazione del Partito Democratico del Basso Molise, saremo attivi nel proporre iniziative di sensibilizzazione sul tema, e siamo fermi nel denunciare che la Sicurezza sbandierata a più riprese dal Governo, che tenta di collegarla a fenomeni mondiali o di microcriminalità, ponendo in secondo, terzo, quarto piano chi maniera subdola, silente e furtiva, mina fortemente questo diritto, ovvero le Mafie, sono la causa prima del cancro che consuma la legalità nei nostri territori, e nell’Italia tutta. La Sicurezza è un tema che coinvolge le fasce più deboli della società, la Sicurezza riguarda l’uomo di strada, la Sicurezza è un tema legato a doppio filo ai propositi, agli impegni ed ai valori della sinistra italiana.

 

Federazione del Pd del Basso Molise

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