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Impianto rifiuti Matese: sottosegretario alla giustizia Morrone incontra cittadini ed associazioni

Difendere l’incolumità e l’habitat del Parco Nazionale del Matese. Questa la parola d’ordine della rete dei comitati di tutela ambientale di Campania e Molise, le due regioni su cui insiste il territorio della riserva che si estende su una superficie di più di 33mila ettari. Le associazioni ed i cittadini da circa “sei mesi si battono contro l’installazione di un impianto di trattamento rifiuti – si legge in una recente nota stampa – Nelle vicinanze del fiume Tammaro ed alle falde del Matese”.

Una circostanza che non solo deturperebbe un’area in cui vi sono ricchezze naturali insostituibili e, nelle cui vicinanze sorgono case, aziende agroalimentari ed attività ricettive, ma che rischierebbe di far perdere numerose opportunità di sviluppo economico e sociale legate al turismo dei parchi. Al fine di evitare tutto questo, i cittadini e le associazioni hanno invitato Jacopo Morrone, Sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia che giovedì 20 settembre sarà al presidio di Sassinoro.

Durante l’incontro verrà sottoposta all’attenzione del sottosegretario la questione dell’iter che sancisce la nascita del Parco Nazionale del Matese, la cui procedura è stata approvata dalla Camera dei Deputati il 21 dicembre 2017: “Solleciteremo Morrone a farsi carico nei confronti del Governo delle istanze della popolazione della Valle del Tammaro – continua la nota – Promuovendo con la massima urgenza un confronto istituzionale ministeriale con tutti i soggetti interessati finalizzato ad accelerare la nascita dell’ente parco evitando, però, che durante la fase amministrativa vigente vengano a determinarsi iniziative economiche incompatibili con le vocazioni del territorio e rischiose per i cittadini su una serie di profili”.

Una questione delicata che si trascina ormai da 26 anni. Quasi tre decadi in cui non sono mancate promesse infrante ed ostacoli burocratici. “Ogni ulteriore ritardo del Governo, già sollecitato da mesi ad intervenire a tutela del Sannio e del Matese contro la devastazione dell’eolico selvaggio – si legge ancora nel comunicato – A salvaguardia dell’acqua, della salute, delle attività produttive ecosostenibili e contro l’insediamento di impianti di trattamento rifiuti, rappresenterebbe un campanello d’allarme circa la reale volontà dello stesso Governo di accogliere le richieste giustissime della popolazione in lotta e delle comunità locali”.