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Politiche e Regionali: ipotesi voto il 4 marzo. Tempi stretti, Palazzo in fibrillazione

Mentre si stringono i tempi per la riforma elettorale su cui il Governo ha deciso di porre la fiducia, il capo dello Stato Sergio Mattarella si prepara a sciogliere le Camere. L’improvvisa accelerata ha mandato in agitazione il mondo politico locale. In Molise ci sarà un election day, con il ’doppio’ voto per il rinnovo del Consiglio regionale e per il Parlamento.

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Le prime notizie vengono battute dalle agenzie giornalistiche nel pomeriggio di oggi, 10 ottobre. «Il Governo ha deciso di porre la fiducia sulla legge elettorale», l’annuncio del ministro ai Rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro. Una fiammata improvvisa che ha mandato in tilt il Parlamento. L’approvazione della riforma, il famoso ‘Rosatellum’, è un passaggio chiave per concludere la legislatura guidata da Gentiloni e andare poi al voto. Una mossa ‘prevista’ al Quirinale dove, come hanno riportato alcuni giornali nazionali, già da una decina di giorni ci si sta preparando per affrontare tutti i passaggi ‘tecnici’, a cominciare dallo scioglimento delle Camere previsto a gennaio.

La data del voto indicata nei palazzi romani è il 4 marzo, undici giorni dopo quella dell’esecutivo Gentiloni. Perciò, secondo i bene informati, attualmente nel ventaglio delle possibilità è la data più gradita al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, allo stesso capo del Governo e al leader del Pd Matteo Renzi. Ma l’idea potrebbe stuzzicare e dunque trovare il sostegno anche delle altre forze politiche. Si racconta perciò di diplomazie già al lavoro per trovare un accordo: se dovesse essere scartata la data del 4 marzo, si potrebbe slittare tutt’al più alla domenica successiva, 11 marzo.

La ‘scossa politica’ ha avuto effetti anche in Molise. Il 4 marzo è la settimana successiva alla scadenza naturale del governo Frattura (eletto alla fine del febbraio 2013) e nello stesso giorno delle Politiche – è noto – i cittadini saranno chiamati anche ad eleggere il Consiglio regionale e il nuovo governatore o a confermare Paolo di Laura Frattura che, attualmente, resta il candidato del Partito Democratico. Almeno secondo le voci ufficiali che arrivano dai palazzi che contano. Perché poi ci sono anche i rumors di un possibile passo indietro che potrebbe essere chiesto all’attuale capo della giunta per ricucire con il centrosinistra e soprattutto con l’Ulivo 2.0 di Roberto Ruta.
Solo ipotesi? Certo, con questo colpo di scena, i tempi iniziano ad essere veramente ristretti anche per il centrodestra e per il Movimento 5 Stelle, ancora alla ricerca del candidato governatore. Se dovesse arrivare pure l’ufficialità sul voto del 4 marzo, entro il 3 febbraio partiti e movimenti in corsa dovranno consegnare le liste. Quattro mesi, dunque. Pochissimi per conquistare gli elettori, specialmente considerando che quelli del Molise sono – come riferiscono i sondaggi – in gran parte indecisi e poco inclini a farsi persuadere.

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