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Sei carri che sembrano “vivi”, l’arte della cartapesta premia i maestri del carnevale larinese

Mesi di preparativi e un impegno totale premiati da una sfilata spettacolare. Sei giganti di cartapesta hanno impressionato per la creatività, la cura dei dettagli e dei movimenti, i visitatori che hanno affollato le vie del centro frentano. La conferma di un carnevale che merita una vetrina nazionale e una passione consolidata dei gruppi che si migliorano e sorprendono di anno in anno. Non solo satira politica. Il referendum perso da Renzi, giovani e lavoro, la natura minacciata dall’uomo, l’Italia alla deriva, la società che ha perso i valori, gli italiani che non si arrendono fino a un carro sulla musica dedicato al ricordo e al sogno del giovane Nicola Miozza. Applausi e apprezzamenti: i gruppi hanno già vinto.

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Chi ha seguito per la prima volta il carnevale di Larino è rimasto certamente impressionato dalla grandiosità dei carri e dalla cura dei dettagli e dei movimenti delle macchine allegoriche. Chi, invece, lo segue da anni può confermare come, nel tempo, la qualità e la professionalità dei carristi si siano consolidate e perfezionate. Dei veri e propri maestri della cartapesta che non hanno nulla da invidiare a manifestazione più blasonate, tanto che le presenze, numerose, sono arrivate anche da fuori regione. Un impegno durato mesi, giorno e notte, pazienza e passione, la consapevolezza di raggiungere un risultato e di godersi un autentico spettacolo. Il premio più importante è rappresentato dagli occhi all’insù dei visitatori che osservano e restano meravigliati dai giganti di cartapesta.

Strutture che si muovono dando un forte senso di realismo, effetti speciali, volti che lacrimano, movimenti particolari, fino a un carro, quello dedicato al referendum perso da Renzi che si gira e cambia faccia. Un’iniziativa riuscita dopo la giornata ’no’ di ieri dovuta al maltempo che oggi è esplosa in un boato di divertimento tra luci, colori, balletti e costumi curati minuziosamente. Plauso davvero a tutti i gruppi per un carnevale che merita tanto, organizzato dal Comune di Larino che ha investito anche sulla sicurezza. Quest’anno anche un concorso dedicato alle maschere, dalle app del cellulare agli extraterresti. La magia del carnevale e un’atmosfera di festa per tante famiglie, comitive di amici, nonni e nipoti.

Ecco i temi dei carri della 42esima edizione, tutti accompagnati dai rispettivi balletti.
Ritorno alle radici” – gruppo Modellarte in collaborazione con I Gatti Randagi e i Briganti con ua riflessione sulla società attuale, il materialismo e i veri valori della vita con riferimenti anche al sociologo Bauman; “Un flop da paura” – gruppo Gioventù Frentana dedicato al referendum perso da Renzi nei panni di uno svampito vampiro, alla ’morte’ evitata delle Province resuscitate e ai politici che mantengono la poltrona; “Solo chi sogna può volare” – gruppo i Wuajunciell ispitato ai problemi dei giovani, al lavoro che non c’è e l’Italia guidata da Capitan Uncino nei panni del Governo; “Dove le parole finiscono inizia la musica” – gruppo i Ragazzi del Centro Storico dedicato a un giovane amico che non c’è più, Nicola Miozza, e al suo sogno, quello di realizzare un carro sulla musica e la sua fisarmonica dice tutto; “Il mondo che (non) vorrei” – gruppo Latitanti: la difesa della natura dall’inquinamento, l’ambiente messo a rischio dall’uomo, lo sfruttamento delle risorse con l’auspicio di un cambio di rotta; “Dalla parte del Toro” – gruppo Larinelli con un Totò benché nelle vesti di torero, rappresenta quella parte di italiani che di fronte a scene di povertà, di soprusi e leggi ingiuste, confida ancora nel trionfo di una nazione che abbia coscienza e volontà di esserlo. Un premio, dunque, già è stato assegnato, quello della assoluta bravura di chi ha speso tempo, impegno e passione per realizzare dei capolavori di cartapesta, dei carri quasi «vivi». (FO)

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