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Consiglio regionale sfiducia Toma 23 Marzo

Il voto sulla mozione

La sfiducia non passa, Toma è salvo ma anche i suoi lo avvertono: “Cambiare passo”. Consiglio-fiume ad alta tensione

Il capo della Giunta regionale schiva la fine anticipata della legislatura e viene salvato dalla maggioranza, come da pronostico: 11 a 10 (ha votato anche Toma). Ma la tregua nella coalizione sembra essere al capolinea: dagli interventi in Aula di alcuni esponenti del centrodestra trapela una sorta di avvertimento nei confronti dell'operato del presidente. "Serve un maggior coinvolgimento del Consiglio regionale o prenderò le distanze", avverte Micone. Critici anche i rappresentanti del movimento di Aldo Patriciello, il vice presidente Vincenzo Cotugno e il consigliere Gianluca Cefaratti. Alta tensione in Aula nel dibattito-fiume che ha raggiunto momenti di scontro vero e proprio, tanto che è stato perfino invocata l'autorità di pubblica sicurezza.

cosib area

Basso molise

Cosib nulla di fatto, rinviata l’elezione del nuovo Presidente: 5 Comuni su 8 non in regola con le quote consortili

Cinque degli otto comuni facenti parte del Consorzio industriale termolese non sono in regola con i versamenti delle rispettive quote. Cavillo burocratico che non consente, per Statuto, la costituzione dell’assemblea. Niente Consiglio generale e niente elezione del nuovo Presidente e Comitato direttivo oggi. La verifica è stata chiesta in via preliminare da Raffaele Primiani, sindaco di Ururi, uno dei tre enti in regola. Tutto rinviato a mercoledì 28 ottobre, a patto che gli enti comunali morosi saldino il loro debito.

patrizia manzo M5S

Cronache

Cosib, appello di Patrizia Manzo: “Basta ingerenze della politica, mettiamo al centro le imprese”

L’intervento della portavoce del M5S in Consiglio regionale alla vigilia del voto per il rinnovo del Direttivo e della presidenza: “La logica antica, e ormai superata, della pressione politica, dello scegliere gli uomini in base alle appartenenze, la mera sperequazione partitoria è nociva, dannosa, non produce sviluppo ma ne limita drasticamente le possibilità. La politica deve partecipare in quanto espressione del territorio, a sua difesa, ma non deve essere più una 'società immobiliare' che (s)vende beni che non le appartengono”.