via Liguria

Funerale rom Campobasso covid

Campobasso - il punto sull'inchiesta

I giorni del contagio rom, non solo corteo: indagini per epidemia colposa stringono il cerchio sul via vai a casa del defunto in pieno lockdown

Non solo l'assembramento in via Liguria, il mancato tampone post mortem e l'ipotesi di falle nei controlli. C'è anche, all'attenzione della Mobile, il via vai a casa del defunto per un ultimo saluto e poi le condoglianze alla famiglia. Il punto sul contagio interno alla comunità due settimane dopo il primo caso di infezione da covid registrato quando una giovane donna è stata ricoverata nel reparto di Malattie Infettive dell’ospedale Cardarelli. I positivi al nuovo coronavirus sono attualmente 92. Tra questi anche il fratello del deceduto il 30 aprile e dipendente del Comune di Campobasso. Mentre la Squadra Mobile continua le indagini, emergono nuovi elementi sull’accaduto e sui controlli in via Liguria presidiata dalle 9 alle 11 dai vigili urbani.

Gravina Toma

Il focolaio e lo scaricabarile

Il corteo funebre si poteva impedire: le forze dell’ordine sono arrivate tardi. Toma accusa Gravina, ma il sindaco lo smentisce

In una intervista all’Adkronos il Governatore rivela di aver parlato con i capi rom per il rispetto della quarantena e scarica sul sindaco di Campobasso la responsabilità del corteo: “Gliel’ho detto, che cavolo hai fatto?”. Ma Roberto Gravina lo smentisce: “Non è vero, il presidente non mi ha mai detto queste cose e posso dimostrarlo”. Ulteriori dettagli sul famigerato assembramento in via Liguria del 30 aprile: la Questura era al corrente della morte dell'uomo, ma i controlli sono arrivati tardi, quando ormai l'assembramento c'era stato.