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Consiglio regionale sfiducia Toma 23 Marzo

Il voto sulla mozione

La sfiducia non passa, Toma è salvo ma anche i suoi lo avvertono: “Cambiare passo”. Consiglio-fiume ad alta tensione

Il capo della Giunta regionale schiva la fine anticipata della legislatura e viene salvato dalla maggioranza, come da pronostico: 11 a 10 (ha votato anche Toma). Ma la tregua nella coalizione sembra essere al capolinea: dagli interventi in Aula di alcuni esponenti del centrodestra trapela una sorta di avvertimento nei confronti dell'operato del presidente. "Serve un maggior coinvolgimento del Consiglio regionale o prenderò le distanze", avverte Micone. Critici anche i rappresentanti del movimento di Aldo Patriciello, il vice presidente Vincenzo Cotugno e il consigliere Gianluca Cefaratti. Alta tensione in Aula nel dibattito-fiume che ha raggiunto momenti di scontro vero e proprio, tanto che è stato perfino invocata l'autorità di pubblica sicurezza.

Consiglio regionale Molise

L'intervista

Mena Calenda da Isernia, nessun imbarazzo: “Io assessora? Non ci vedo nulla di strano, mi ha scelto la maggioranza”

Parla la consigliera regionale eletta con la Lega che è stata nominata assessora. Ieri Mena Calenda era pronta a far cadere il governo regionale, dopo poche ore di trattativa l'annuncio della sua promozione nell'esecutivo. "Non ci vedo nulla di strano, difenderò meglio le donne e le persone fragili in questo modo e poi non l'ho deciso io ma la maggioranza tutta".

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Bomba o non bomba

La crisi di luglio non è archiviata, Toma prende altro tempo per le deleghe e i dissidenti minacciano l’appoggio esterno

Martedì in Consiglio regionale, se non ci saranno i cambiamenti in Giunta annunciati, tre esponenti della maggioranza che non hanno votato la sfiducia a Toma perché convinti dalla promessa di cambiamento annunceranno l’appoggio esterno al Governatore. Di Lucente, Micone e Aida Romagnuolo, candidata a subentrare a Marone (Lega) sono nuovamente sul piede di guerra.