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ricovero

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Una storia da termoli

Angeli e “demoni”, le due facce del Covid di Paolo. “Io sopravvissuto, nessuno ci avrebbe scommesso”

Paolo Padovan, 57 anni, torinese finito a Termoli per amore, tecnico Fiat. Esattamente un mese fa (il giorno di san Silvestro) è uscito dal Cardarelli dopo due mesi di ospedale tra cui dieci giorno di Rianimazione. “Prima di entrare avevo già fatto testamento”. La sua “seconda vita” è sotto ossigeno, con l’inseparabile bombola alla quale è attaccato ma dalla quale può allontanarsi grazie a un congegno costruito da lui stesso e “dai miei ragazzi in Fiat”. Il suo racconto è toccante ma schietto, e affronta anche il rovescio della medaglia della “straordinaria umanità e disponibilità di medici e infermieri”.

Pre triage al San Timoteo

Termoli

Un medico guarito dal Covid racconta la malattia e la catarsi. “Non è stato facile, ma oggi sento la gratitudine”

Il dottor Nicola Intrevado, in servizio all’ospedale di Termoli, condivide in una lettera toccante le sue riflessioni sulla malattia che isola e non ammette alcuna socialità, la tensione del ricovero all’ospedale di Termoli ma poi la catarsi. Il grazie ai colleghi, per la generosità e la competenza, e il lutto per la madre uccisa dal virus come occasione di rinascita.