politica

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Termoli

Muore di covid la mamma della dottoressa Tartaglione e nonna della deputata di Forza Italia. Perde la vita anche una 50enne in Abruzzo

Serata drammatica ieri in Medicina d’Urgenza, dove era ricoverata Anna Esposito, madre della dottoressa Paola Tartaglione che lavora proprio in quel reparto. Aveva 89 anni e malgrado i disperati tentativi di curarla dei medici non ce l’ha fatta: la tragica dimostrazione della crudeltà del virus, che non guarda in faccia nessuno. Anche una 50enne di Scapoli, operatrice di una casa di riposo, ha perso la vita nel teramano, dove era stata ricoverata. Il numero delle vittime molisane sale a 148.

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Verso l'elezione

Cosib, il 12 novembre il Consiglio generale che deciderà nuovo presidente e Direttivo. Sarà la volta buona?

Giovedì 12 novembre il Cosib dovrebbe avere un nuovo Presidente e relativo Comitato direttivo. Il condizionale è d’obbligo visto quanto accaduto una ventina di giorni addietro. All’ordine del giorno anche la discussione sui compensi: si ridurranno lo stipendio d’oro o no?  Il Presidente uscente Gianfranco Cammilleri ha convocato tutti (gli otto sindaci dei comuni facente parte dell’area consortile,  il rappresentante dell’Azienda Autonoma Turismo e Soggiorno di Termoli e i revisori dei Conti) alle ore 17. Ci saranno altri colpi di scena dell’ultimo momento?  

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Le grandi manovre e i retroscena

Cosib verso nuovo Presidente e direttivo: il sindaco Di Pardo in pole, out tecnici e amministratori aziendali. Muore la rappresentanza territoriale

Giovedì 22 ottobre verrà eletto e nominato il nuovo Cda e Presidente del Cosib. Finirà l’era degli ex sindaci (Bucci, Cammilleri, Caravatta e Mascio) e con, ogni probabilità, si aprirà quella di Roberto Di Pardo, attuale primo cittadino di Petacciato. I giochi sembrano già fatti, o quasi. In ballo solo l’ultimo posto nel Comitato direttivo. A contenderselo Mario Bellotti e Giovanni Di Matteo, che secondo le ultime indiscrezioni saranno entrambi estromessi per far posto a un secondo rappresentante di Termoli, che sacrifica così la presidenza malgrado abbia il 70% di proprietà dei terreni del consorzio. Una logica spartitoria che penalizza la rappresentanza territoriale. Ancora una volta esclusi dalla stanza dei bottoni i rappresentanti delle aziende, i veri azionisti del polo industriale adriatico.