operazione pinocchio

Operazione pinocchio

Mediatori creditizi, chef, baristi, studenti, imprenditori: i clienti della droga che viaggia su Instagram e Whatsapp

L’inferno della cocaina, dell’eroina e soprattutto del crack è raccontato con dovizia di particolari nelle centinaia di pagine di informativa che la Squadra Mobile ha redatto in soli sei mesi di lavoro nell’ambito di operazione “Pinocchio”. Gli agenti descrivono ancora una volta dinamiche, modus operandi e condotta criminale di nomi “noti” dello spaccio locale ma anche il giro delle nuove leve e dei consumatori che aumentano giorno per giorno: giovanissimi e già alle prese da anni con la tossicodipendenza. Molti sono insospettabili, tanti di loro hanno finanche un lavoro e altri studiano ancora. Lo spaccio spesso concordato su piattaforme social

coca

Campobasso

La longa manus della camorra dietro quei 7 milioni di coca all’anno consumati in provincia

I numeri elencati nella recente conferenza stampa del capo della procura Nicola D’Angelo vanno oltre la “crociata” intrapresa contro il pauroso consumo di sostanze stupefacenti che continua a distruggere intere famiglie. Sei chili di polvere bianca al mese, per un guadagno giornaliero di circa 20mila euro, significano un tale profitto su base annua che conduce inevitabilmente ad ipotizzare la gestione di un cartello criminale organizzato. E nel Molise centrale è quello della camorra, che usa gente del posto per lo spaccio, poi ricicla il denaro in attività apparentemente legali