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Nessun colpo di scena

Toma riconferma i suoi 4 assessori interni ma apre il fronte con Salvini: l’esponente leghista escluso dalla Giunta

Nessun colpo di scena nell’operazione di ricomposizione del governo regionale: il presidente Donato Toma alla fine ha rimesso al proprio posto Vincenzo Cotugno, Vincenzo Niro, Nicola Cavaliere e Roberto Di Baggio che lo scorso 16 aprile, alla vigilia della sessione dedicata al bilancio in consiglio regionale, avevano rassegnato le dimissioni. L’unico fuori dei giochi è attualmente l'ex coordinatore regionale del Carroccio, titolare della delega al Lavoro, che per ora il governatore avrebbe deciso di non assegnare. Domani la pubblicazione dei decreti di nomina degli assessori

Michele della Morte Unimol

L'analisi del professore

Il ‘vento’ della politica sulle Istituzioni. Il costituzionalista: “La legge elettorale si poteva cambiare, sbagliato il momento”

Mentre negli ambienti politici continua a far parlare l'ultima manovra del presidente Donato Toma e c'è chi non esita a definire la sua mossa "spregiudicata", abbiamo chiesto un parere tecnico al direttore del Dipartimento Giuridico dell'Università del Molise, il professore Michele Della Morte: "La sede non è certamente la più indicata per procedere a modifiche della normativa elettorale ma da tempo (anche a livello nazionale) osserviamo che i procedimenti divengono purtroppo cedevoli rispetto alle esigenze della decisione politica".

Facciolla Fanelli Pd regione

La legge elettorale 2017

“Porte girevoli” in Consiglio, ricorso urgente contro “maggioranza illegittima”. Il Pd vota mozione sfiducia a Toma

Sono 16 i firmatari del ricorso al Tribunale di Campobasso patrocinato da Laura Venittelli e Rita Matticoli, che chiedono di valutare se l'operazione Toma sia in linea con i principi costituzionali. Il Governatore ha chiesto e ottenuto le dimissioni dei suoi 4 assessori interni per blindare voto sul bilancio che andrà in aula domani, lunedì, grazie a una legge elettorale che ha modificato la norma sui consiglieri supplenti. Il Pd il 5 maggio porterà in Consiglio la sfiducia al Governatore.