agenti penitenziari

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Senso/68

“Giustizia mosse il mio alto fattore”: carcere e stress lavoro correlato

La rappresentazione che anche gli agenti di Polizia Penitenziaria hanno di sé si è scissa in quella del sorvegliante da una parte e in quella di una sorta di “educatore” dall’altra: dimensioni che una volta erano tenute separate, s’incarnano oggi nell’individuo agente che si trova a dover fronteggiare non solo un sovraffollamento concreto interno all’istituzione – il carcere - in cui opera, ma anche un sovraffollamento interiore di “funzioni” e mansioni comportamentali.