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Luigi Mazzuto

salvini termoli cala sveva

Dopo la disfatta pentra

Salvini è morto a Termoli – Ascesa e caduta della Lega

Il 9 agosto 2019 l’ex ministro dell’Interno chiedeva dalla spiaggia della Cala Sveva “pieni poteri per governare l’Italia”. Da allora non ne ha più imbroccata una e il suo partito che toccò il 24% alle Europee nella nostra regione si è liquefatto. A Isernia non arriva al 3%, ultima lista della coalizione, e da tempo in regione non ha più rappresentanti

Filomena Calenda

Molise

Assessore da una settimana chiede subito 2 autisti: i primi atti concreti di Mena Calenda

A sette giorni dalla nomina il neo assessore al Lavoro ha già chiesto i due autisti che le spettano. Filomena Calenda, passata alla storia per aver barattato la poltrona in giunta con il ritiro della firma sulla mozione di sfiducia al governatore Donato Toma, ha motivato la sua istanza con “la necessità di disporre con immediatezza di personale addetto alla guida dell’autoveicolo di servizio”.

Salvini a Termoli

Sbornia da mojito

La crisi della Lega comincia in Molise. In Regione nessun eletto, tutti sedotti e abbandonati. Si apre la prima scissione italiana

Veleni e addii nel partito di Matteo Salvini che un anno fa era all'apice del suo successo, ora fuori dalla Giunta regionale dopo che il presidente Toma ha silurato Luigi Mazzuto. La Lega è pure priva di consiglieri nella massima assise regionale. Tra una gestione considerata inadeguata da parte dell'ex assessore e la nomina del commissario che in Molise si è visto poco e niente, si apre la prima diaspora: lascerà il partito un gruppo di tesserati ed ex candidati guidato da Antonio Madonna (uno dei primi dei non eletti a Campobasso), pronto a fondare un nuovo movimento per riunire i dissidenti e non solo.

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Nessun colpo di scena

Toma riconferma i suoi 4 assessori interni ma apre il fronte con Salvini: l’esponente leghista escluso dalla Giunta

Nessun colpo di scena nell’operazione di ricomposizione del governo regionale: il presidente Donato Toma alla fine ha rimesso al proprio posto Vincenzo Cotugno, Vincenzo Niro, Nicola Cavaliere e Roberto Di Baggio che lo scorso 16 aprile, alla vigilia della sessione dedicata al bilancio in consiglio regionale, avevano rassegnato le dimissioni. L’unico fuori dei giochi è attualmente l'ex coordinatore regionale del Carroccio, titolare della delega al Lavoro, che per ora il governatore avrebbe deciso di non assegnare. Domani la pubblicazione dei decreti di nomina degli assessori