Responsible, Gravina porta il caso in Parlamento e scrive a Palazzo Chigi: “Radioterapia è in vendita?
Il 4 agosto scorso la mozione del M5S che tentava di tutelare l’interesse pubblico regionale nella crisi del Responsible è stata bocciata dal centrodestra. “Ma la domanda resta: l’obbligo di notifica golden power è stato adempiuto?”
Dopo i dubbi di Massimo Romano, anche il consigliere regionale Roberto Gravina s’interroga sull’ipotesi di cessione della Radioterapia al Responsible. L’esponente del M5S va oltre i confini molisani provando a portare il caso in Parlamento ricordando anche il tentativo fatto qualche mese fa in Consiglio regionale dove la sua mozione volta a tutelare l’interesse pubblico nella crisi dell’ospedale privato, ma convenzionato, è stata bocciata.
Nel frattempo la crisi da sovraindebitamento del Responsible non si è affatto arrestata.
“Con la nostra mozione – rilancia oggi Gravina – chiedevamo due cose semplici. La prima: che si richiedesse l’esercizio della golden power in qualsivoglia ipotesi di modifica della compagine societaria. La seconda: che, a tal fine, entrasse in gioco UniMol, per rilanciare un’operazione di pubblicizzazione della struttura e, di conseguenza, delle cure erogate in regime di accreditamento. Un’eventuale ricapitalizzazione dell’azienda avrebbe potuto passare, così, per un intervento pubblico. Insomma, una vera operazione di “nazionalizzazione” che avrebbe rilanciato il presidio, tutelato i pazienti presenti e futuri e garantito i lavoratori”.
“Il quadro, nel frattempo, si è fatto più delicato. Nel dicembre 2021 il Consiglio dei ministri, pur non esercitando i poteri speciali sull’acquisizione di Gemelli Molise da parte di Responsible Capital AG, raccomandò la continuità delle attività e la preventiva notifica di future operazioni sul capitale sociale. Oggi risulta in corso o programmata un’operazione che può portare al trasferimento, totale o parziale, dell’attività sanitaria, anche attraverso la cessione di un ramo d’azienda. Ma la normativa sulla golden power prevede la notifica anche per il trasferimento di rami d’azienda che comprendano attivi strategici: cambiare la forma dell’operazione non appare sufficiente a sottrarla alla valutazione del Governo. Si parla di radioterapia, quindi di una prestazione salvavita. Ecco perché ci chiediamo e chiediamo: è in vendita la radioterapia? Se così fosse, è un passaggio che il Governo deve poter valutare prima che si compia, non dopo”.
La scadenza del 2 ottobre è imminente: ecco perchè Gravina chiederà a Roberti e alla sua Giunta di dire con chiarezza, atti alla mano, se le notifiche dovute siano state effettuate, se ci siano state o siano in corso modifiche nell’assetto societario e quale strategia la Regione intenda seguire per difendere il presidio.
“Ho inoltrato formale comunicazione alla Presidenza del Consiglio dei ministri e, con il Movimento 5 Stelle, depositeremo in giornata un’interrogazione parlamentare per sapere se sia stata presentata la notifica, se l’operazione debba essere sottoposta alla valutazione del Governo e se la raccomandazione del 2021 si applichi anche al trasferimento di un ramo d’azienda. Il tempo trascorso ha reso, infatti, quella richiesta ancora più attuale. Su una vicenda che riguarda il diritto alla salute dei molisani e il lavoro di tante famiglie, i cittadini hanno il diritto di sapere se gli strumenti previsti dalla legge siano stati attivati e, in caso contrario, per quale ragione. Bocciare una proposta è una scelta politica; non rispondere nel merito, quando in gioco ci sono salute, cure e lavoro, è una responsabilità che pesa”.


