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Investito sulle strisce: muore Prince, il cane salvato dal canile. Mirko Addesa: “Mi hanno tolto un pezzo di cuore”

L’incidente in viale Manzoni, la notte in ospedale e il ritorno a casa. Ma il dolore più grande per Mirko Addesa è la morte del suo inseparabile compagno a quattro zampe: «Mi hanno tolto un pezzo di cuore»

Ci sono incidenti che lasciano addosso delle contusioni. E poi ci sono quelli che, oltre al dolore fisico, portano via qualcosa che non si può medicare.

È quello che è accaduto a Mirko Addesa, scrittore campobassano, ideatore della rassegna letteraria Tintilia Noir, personaggio molto conosciuto in città, dentro e fuori la rete. Nel pomeriggio di ieri, 30 settembre, intorno alle 17, mentre attraversava viale Manzoni sulle strisce pedonali, è stato investito da un’auto condotta da un uomo ultranovantenne. Addesa ha trascorso la notte in ospedale ed è tornato oggi a casa. Ha riportato alcune contusioni, in particolare alla coscia, nel punto in cui è stato colpito dalla vettura. Ma quello che più pesa, adesso, non è il dolore provocato dall’impatto. È l’assenza di Prince.

Subito dopo l’investimento, prima ancora di pensare a se stesso, Mirko ha cercato di mettere in salvo il suo cane. “Prince sembrava respirare ancora. Così, aiutato da un’amica, l’ho portato in una clinica veterinaria, nella speranza che potesse essere salvato” racconta oggi a Primonumero.

Ma le condizioni dell’animale erano troppo gravi e, successivamente, Prince è morto.

Mirko è poi andato in ospedale. Prince, invece, non è più tornato a casa.

Il piccolo cane è stato cremato.

Prince aveva sei anni. Era piccolo, piccolissimo. E nella sua vita aveva già conosciuto la parte peggiore dell’uomo. Era finito in canile dopo aver subito maltrattamenti. Aveva anche perso un occhio. Era uno di quei cani che sembrano destinati a rimanere invisibili, quelli per i quali le persone passano oltre, magari proprio perché portano addosso i segni di una vita difficile.

Nessuno lo voleva. Fino a quando non lo ha visto Mirko.

Un annuncio su facebook, la storia di quell’animale sfortunato e la decisione di adottarlo. Prince è entrato così nella vita di Addesa, quasi in punta di piedi, e in sei anni è diventato molto più di un cane.

È diventato una presenza quotidiana, costante, familiare.

Chi vive a Campobasso lo aveva imparato a riconoscere insieme al suo padrone. Prince e Mirko erano una coppia abituale per le strade della città: a passeggio, nei negozi, nei bar sotto casa. Un cane di piccolissima taglia che, con il tempo, era diventato conosciuto e benvoluto. Non semplicemente l’animale domestico di uno scrittore, ma il suo compagno inseparabile.

“Era più di un amico”, ha raccontato Mirko. “Per me è una perdita enorme, come se avessi perso una persona di famiglia. Mi hanno tolto un pezzo di cuore”.

Ed è forse proprio questa la parte più dolorosa della vicenda.

Prince non era un cane anziano. Aveva sei anni. Dopo essere stato salvato da una vita di maltrattamenti, dopo aver perso un occhio, aveva davanti a sé ancora tanti anni da vivere. Tanti altri giri per Campobasso, tante passeggiate accanto a Mirko, tanti ingressi nei negozi, tante soste nei bar, tante abitudini costruite insieme.

Invece la sua vita è finita sull’asfalto.

“È una morte inaccettabile”, dice Addesa. “Il cane non è morto di vecchiaia”.

È morto mentre era con lui, mentre attraversavano la strada sulle strisce pedonali e, racconta Mirko, prestando attenzione nell’attraversare.

Ed è difficile non vedere, in questa storia, una sorta di crudele paradosso.

Prince aveva già avuto una vita difficile prima di incontrare Mirko. Era stato maltrattato, era finito in un canile, aveva perso un occhio ed era diventato, agli occhi di molti, un cane che nessuno voleva. Poi era arrivata quella persona che aveva deciso di guardare oltre la sua sfortuna.

Per sei anni, quella sfortuna sembrava essersi finalmente trasformata in qualcosa di diverso: una casa, una persona, una quotidianità, un affetto. Una seconda possibilità.

Prince aveva trovato qualcuno che lo aveva scelto.

E Mirko aveva trovato lui.

La loro storia si era fatta visibile ogni giorno, nelle strade della città. Due presenze che ormai facevano parte del paesaggio umano di Campobasso: Mirko e quel piccolo cane con un occhio solo, sempre insieme.

Fino a ieri.

Adesso Mirko è tornato a casa. Le contusioni passeranno. Il dolore alla coscia diminuirà. Le ferite fisiche, con il tempo, si rimargineranno.

Ma entrando in casa mancherà qualcuno.

Mancheranno quelle passeggiate. Mancherà il piccolo Prince che lo seguiva ovunque. Mancherà quella presenza che per sei anni era diventata parte della sua vita, fino a essere considerata, semplicemente, famiglia.

Forse è anche per questo che questa vicenda ha suscitato tanto clamore in città. Perché dietro la cronaca di un investimento c’è una storia che parla di una scelta: quella di adottare chi nessuno voleva. E parla di un cane che, dopo avere conosciuto l’abbandono e la sofferenza, aveva finalmente trovato il suo posto.

Quel posto era accanto a Mirko.

E proprio mentre lo attraversavano insieme, sulle strisce pedonali, la loro storia si è interrotta.

Prince aveva soltanto sei anni. Aveva già perso un occhio. Non aveva ancora perso la voglia di vivere.

E per Mirko, che lo aveva scelto quando nessun altro lo aveva fatto, la sua morte non sarà mai soltanto quella di un cane. Sarà la perdita di una persona di famiglia.