L'intervento
|Il criminologo molisano Musacchio a Zurigo: “Le mafie ora usano l’intelligenza artificiale”
Le mafie non hanno abbandonato il controllo violento del territorio, ma hanno affiancato alle armi strumenti molto più sofisticati: hacker, criptovalute, intelligenza artificiale, droni e sistemi di comunicazione criptati. È il quadro tracciato dal criminologo Vincenzo Musacchio durante una videoconferenza con gli studenti del Liceo Cantonale di Zurigo.
L’incontro si è svolto venerdì 2 ottobre e ha coinvolto gli studenti della Kantonsschule Zürich Nord, uno degli istituti più frequentati della città svizzera. Al centro dell’intervento, l’evoluzione delle organizzazioni criminali e la loro capacità di sfruttare le nuove tecnologie per infiltrarsi nell’economia legale, riciclare denaro e individuare nuovi settori nei quali investire.
Musacchio ha spiegato che l’immagine tradizionale delle mafie, legata esclusivamente alla violenza e al controllo militare del territorio, non è più sufficiente per comprendere il fenomeno. Quella forma di dominio non è scomparsa, ma convive oggi con organizzazioni strutturate come vere e proprie élite economiche e finanziarie, in grado di muoversi su scala internazionale.
Secondo l’analisi presentata agli studenti, la ’ndrangheta e altri gruppi criminali transnazionali ricorrono sempre più spesso a hacker, ingegneri informatici e analisti finanziari. Figure altamente specializzate, impiegate per colpire imprese e istituzioni, nascondere i flussi di denaro e anticipare le opportunità offerte dai mercati.
L’intelligenza artificiale, ha evidenziato il criminologo, può essere utilizzata per perfezionare gli attacchi informatici, produrre deepfake destinati alle estorsioni e alle attività di ingegneria sociale e automatizzare operazioni di riciclaggio attraverso le criptovalute. Gli strumenti di analisi dei dati consentirebbero inoltre alle organizzazioni criminali di individuare aziende in difficoltà, investimenti redditizi e appalti pubblici vulnerabili, compresi quelli collegati ai fondi del Pnrr.
L’impiego di droni, tecnologie di derivazione militare e comunicazioni criptate contribuisce, secondo Musacchio, a trasformare le mafie in strutture “economico-finanziarie ad alta tecnologia”, capaci di operare attraverso reti globali che superano i confini nazionali.
Uno dei punti più delicati affrontati durante la lezione riguarda la differenza di velocità tra le organizzazioni criminali e gli apparati chiamati a contrastarle. Le mafie possono investire rapidamente risorse nelle nuove tecnologie e modificare le proprie strategie senza dover rispettare procedure o vincoli. Le forze investigative e gli Stati devono invece fare i conti con bilanci limitati, iter complessi e normative che rischiano di diventare obsolete in tempi molto brevi.
Il messaggio rivolto agli studenti è che le mafie contemporanee non si impongono soltanto attraverso la violenza visibile. Corruzione, alta finanza e tecnologie digitali permettono loro di entrare silenziosamente nei mercati legali, controllare imprese e condizionare settori economici senza manifestare immediatamente la propria presenza.


