Termoli
|Arresti per droga, il Gip manda in carcere uno dei tre e libera gli altri due
Udienza di convalida al Tribunale di Larino dopo l’operazione antidroga del 29 settembre. La Procura aveva chiesto il carcere per due indagati e i domiciliari per il terzo. Accolta la richiesta della difesa: per uno divieto di dimora, per la donna obbligo di firma
Dei tre arrestati nell’operazione antidroga condotta lunedì 29 settembre a Termoli, uno resta in stato di detenzione mentre gli altri due tornano in libertà. È quanto deciso oggi, 2 ottobre, al termine dell’udienza di convalida davanti al Gip del Tribunale di Larino.
Una decisione che ridimensiona le misure richieste dall’accusa. La Procura aveva infatti chiesto la custodia cautelare in carcere per due dei tre indagati e gli arresti domiciliari per il terzo. Il giudice ha invece disposto il carcere soltanto per uno degli uomini, mentre per gli altri due ha accolto la richiesta della difesa, affidata all’avvocato Pino Sciarretta, di rimetterli in libertà.
Per il secondo uomo è stato disposto il divieto di dimora, mentre la donna dovrà rispettare l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, comunemente definito obbligo di firma.
I tre erano stati arrestati il 29 settembre al termine di una vasta operazione condotta dagli agenti della Questura di Campobasso, con il supporto del personale del Commissariato di Termoli. Le perquisizioni avevano interessato diversi luoghi della città, comprese alcune abitazioni e un’area utilizzata per il ricovero dei cavalli.
Nel corso dell’attività erano stati sequestrati circa 40 grammi di cocaina, oltre a marijuana e hashish, sostanze che secondo la ricostruzione investigativa erano destinate allo spaccio sulla costa molisana. Al termine delle operazioni i due uomini e la donna erano stati posti tutti agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida.
Oggi il passaggio davanti al giudice ha dunque differenziato nettamente le tre posizioni. Solo per uno degli indagati è stata ritenuta necessaria la misura cautelare più grave, quella della custodia in carcere. Gli altri due hanno lasciato i domiciliari e sono tornati liberi, pur sottoposti rispettivamente al divieto di dimora e all’obbligo di firma.
L’avvocato Pino Sciarretta, che assiste tutti e tre, aveva chiesto la remissione in libertà dei propri assistiti. La richiesta della difesa è stata quindi accolta dal Gip per due delle tre posizioni, con l’applicazione delle misure meno afflittive stabilite dal giudice.


