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Sfiducia Forte, Esposito (FI) respinge appoggio di Ruta. Critiche al centrodestra che non ha firmato la mozione

Il proponente della mozione non ha accettato le firme dei tre esponenti del Cantiere Civico: “Incoerenti, la Forte ha vinto anche grazie a loro”. Poi l’affondo su Fratelli d’Italia: “Dicono di avere una mozione nel cassetto, ma non mi hanno mai contattato”. Sul caso interviene anche la Lega che chiede ai leader regionali un confronto

Durante l’ultimo Consiglio comunale di Campobasso il capogruppo di Forza Italia, Domenico Esposito, ha depositato una mozione di sfiducia per Marialuisa Forte. Il documento è sulla scrivania dell’Ufficio di Presidenza dal 31 agosto e  nessuno, nel centrodestra (ad eccezione del collega azzurro Nicola Cefaratti), l’ha ancora firmato.

Per portarlo in aula, discuterlo e metterlo ai voti, occorrono almeno 13 firme. Ma le uniche pervenute sono state quelle dei tre esponenti del Cantiere Civico: Pino Ruta, Sabino Iafigliola e Stefano Lombardi.  Esposito non le ha accettate ritenendo ‘inquinata’ la sua iniziativa politica che voleva fosse intestata al suo partito o perlomeno alla sua coalizione. Cosa che, salvo sorprese, non si è ancora verificata.

sfiducia Forte

Nel frattempo Esposito ha accettato di spiegare il senso di questa scelta.

Consigliere Esposito, lei ha depositato una mozione di sfiducia alla sindaca Forte, ma ha respinto l’appoggio degli esponenti del Cantiere Civico che le avrebbero permesso di portare in discussione l’atto. Per quale ragione?

“Ho depositato la mozione di sfiducia perché Campobasso ha bisogno di una svolta politica seria, non di un rimpasto di poltrone. Ho respinto le firme del Cantiere Civico per una questione di coerenza politica e di rispetto verso i cittadini.

Non posso accettare su un atto politico del centrodestra le firme di chi è stato artefice e corresponsabile del disastro politico-amministrativo di questa città. Sono stati loro ad eleggere e a governare con Marialuisa Forte per quasi un anno, votando bilanci e atti fondamentali. Oggi non possono pensare di lavare i loro peccati originali firmando la mia mozione.

Inoltre c’è un dato di fatto: parliamo di un contenitore politico ormai vuoto, partito con 7 amministratori e rimasto con 3 componenti. Ma soprattutto, sul piano politico, quelle firme sono un tappo. La loro presenza impedisce ad altri colleghi del centrodestra di sottoscrivere l’atto. Non è un valore aggiunto, è un freno.

Infine c’è il metodo, che è inaccettabile: apporre firme su un documento non ancora protocollato, di sotterfugio, senza avvisare il proponente, è scorretto e illegittimo. Per questo, come è mio pieno diritto, le ho cancellate prima della protocollazione”.

Il ‘suo’ centrodestra pare non fosse stato informato dell’iniziativa, è vero?

“Il centrodestra parla di sfiducia sì, sfiducia no da tempo… ci sono gruppi politici come FDI che da mesi dichiara che ha nel cassetto la mozione, ho dichiarato per tempo che avrei fatto questa mossa e nessuno mi ha contattato per dirmi di essere contrario!

La mozione di sfiducia alla sindaca Forte è un atto politico che nasce dal centrodestra, dai tanto confronti quotidiani, e che ho assunto io la responsabilità di scrivere e depositare come primo firmatario. Non è un blitz personale, ma rappresenta l’esasperazione di chi ogni giorno per proprio ruolo tenta di amministrare per il bene collettivo aldilà della composizione del consiglio! Ho parlato con diversi colleghi prima del deposito e sto parlando con tutti in queste ore. La mozione è aperta alla sottoscrizione di tutti i consiglieri di centrodestra che vogliono davvero mandare a casa questa amministrazione fallimentare.

Se qualcuno dice di non essere stato informato, mente o fa finta di non capire. L’atto è protocollato, è pubblico, è a disposizione di tutti. Chi vuole firmare sa dove trovarmi. Il problema non è chi non era informato, il problema è chi usa questa scusa per non prendere una posizione chiara davanti alla città”.

Se la sfiducia dovesse arrivare in aula e il Cantiere civico la appoggiasse ne sarebbe contento?

“Sono due piani completamente diversi e chi fa politica lo sa bene. Una cosa è apporre la firma su un atto politico di cui sono il primo firmatario e proponente: quella firma ne condivide la genesi, la paternità e la strategia.
E quella del Cantiere Civico, per le ragioni che ho già detto, non la accetto. È un contenitore vuoto, responsabile del disastro amministrativo di questa città, e la loro firma è un tappo che blocca il centrodestra.

Altra cosa è il voto in aula. In aula ognuno si assume la propria responsabilità davanti alla città.

Se la mozione arriva in Consiglio e il Cantiere Civico vota a favore della sfiducia alla Sindaca che loro stessi hanno eletto e sostenuto, ne prendo atto. Sarà l’ennesima prova del loro fallimento politico. Ma il voto è libero e talvolta segreto, ci mancherebbe.

A me interessa che la Sindaca Forte vada a casa in quanto ha dimostrato di non rispettare le decisioni assunte da tutto il Consiglio comunale, il Nad è solo l’ultima proposta disattesa ad oggi. Il come ci arriva ognuno a quella scelta, se ne assumerà le conseguenze politiche davanti ai cittadini”.

Intanto Giovanni Muccio, responsabile regionale Sicurezza e Immigrazione della Lega Molise, ha chiesto ai vertici regionali del centrodestra di aprire immediatamente un confronto politico all’interno della coalizione. Secondo Muccio, un’iniziativa di tale rilevanza avrebbe dovuto essere condivisa preventivamente da tutti i partiti del centrodestra per evitare divisioni e polemiche che rischiano di indebolire la credibilità della coalizione. Per questo sollecita i leader regionali a definire una posizione comune e a ristabilire un metodo di confronto e responsabilità politica.