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Programma sanitario davanti al Tar, Casa dei Diritti chiama in causa anche Neuromed e Responsible

Il Programma operativo sanitario del Molise arriva oggi, mercoledì 2 settembre, davanti al Tar. A promuovere il ricorso è l’associazione Casa dei Diritti, che contesta le scelte contenute nel piano e i loro effetti sulla rete pubblica regionale. Nel giudizio sono stati coinvolti anche Neuromed e Responsible Research Hospital, che si sono costituiti per tutelare i propri interessi.

A darne notizia è la presidente dell’associazione, l’avvocata Laura Venittelli. Nell’udienza, con l’assistenza degli avvocati Carlo Cerami, Carola Ragni e Rita Matticoli, sarà discussa la legittimità del Programma operativo che, secondo Casa dei Diritti, “sta smantellando pezzi fondamentali della sanità pubblica molisana”.

Il ricorso non coinvolge soltanto il Governo, i ministeri competenti e i commissari ad acta. “Questa volta non saranno chiamati a rispondere solo il Governo, i Ministeri e i Commissari ad acta. In giudizio sono stati chiamati in causa anche i due grandi privati della sanità molisana: Neuromed e Responsible“, sottolinea Venittelli.

La presidente spiega anche le ragioni della scelta: “Casa dei Diritti ha voluto con forza che Neuromed e Responsible non restassero sullo sfondo, protetti dietro le scelte tecniche dei Commissari e le difese dell’Avvocatura dello Stato”.

Secondo l’associazione, il ruolo delle due strutture deve essere valutato alla luce della distribuzione delle risorse e delle riduzioni che interessano la rete pubblica. “Se in Molise si chiudono reparti, si riducono servizi, si costringono i cittadini a spostarsi per partorire o per curare il cuore e il cervello, non è credibile che chi assorbe una quota enorme di risorse pubbliche possa continuare a presentarsi come semplice spettatore“.

Casa dei Diritti denuncia quindi un modello sanitario che, a suo giudizio, penalizzerebbe gli ospedali pubblici e favorirebbe la concentrazione delle risorse. “La sanità molisana è piegata da anni su un modello che concentra potere e soldi su pochi grandi gruppi privati, mentre ai cittadini vengono chiesti sacrifici, rinunce e viaggi della speranza”, afferma Venittelli, rivolgendo alla politica l’invito a “rompere la sudditanza”.

L’associazione contesta anche il ricorso costante ai vincoli di spesa e alle prescrizioni del piano di rientro per giustificare la riduzione dei servizi. “Non è più accettabile che chi governa continui a nascondersi dietro i vincoli di spesa e i piani di rientro, senza mai mettere in discussione il peso economico e politico di Neuromed e Responsible nel sistema sanitario regionale“.

A sostegno del ricorso vengono richiamati i documenti trasmessi dal Ministero della Salute il 30 agosto, in seguito a un’istanza di accesso agli atti presentata dall’associazione. Secondo Casa dei Diritti, dai verbali emergerebbe “una fotografia impietosa, con livelli anomali di mobilità e di acquisti da terzi rispetto alla media nazionale, extrabudget in crescita e una concentrazione di risorse proprio sulle strutture private di Neuromed e Responsible“.

Neuromed e Responsible si sono costituite in giudizio per difendere le proprie posizioni. Casa dei Diritti invita infine la politica regionale e nazionale a prendere posizione: “O si sta dalla parte del diritto alla salute dei cittadini molisani, oppure si continua a proteggere i privilegi di due colossi privati che pesano come macigni sui conti e sulle scelte della Regione”.

Per l’associazione, quella del 2 settembre non rappresenta dunque soltanto un’udienza amministrativa, ma “un banco di prova pubblico”. “In gioco non c’è solo un atto amministrativo: c’è la scelta se il Molise avrà una sanità pubblica degna di questo nome o resterà ostaggio di pochi potenti interessi privati“.