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Ponte dello Sceriffo, un mese di carotaggi: dopo otto anni parte il piano per recuperare il viadotto

Le indagini, cominciate la scorsa settimana, dovranno stabilire se il ponte esistente può essere adeguato e riaperto anche ai mezzi pesanti. Puchetti: “Noi intanto partiamo con la progettazione”. L’intervento vale 15 milioni di euro, mentre Luigi Barbieri è stato nominato commissario straordinario per coordinare e accelerare le procedure.

Dopo quasi otto anni di limitazioni, sul Ponte dello Sceriffo sono arrivati i tecnici. I carotaggi sul viadotto Anacoreta (questa le definizione tecnica corretta) sono cominciati la scorsa settimana e proseguiranno per circa un mese. Serviranno a capire in quali condizioni si trova realmente la struttura e, soprattutto, se il ponte esistente può essere consolidato e adeguato oppure se sarà necessario scegliere una soluzione più radicale.

È il primo passaggio visibile di un piano che finora si era mosso soprattutto tra delibere, finanziamenti e accordi istituzionali. Questa volta, invece, le verifiche sono materialmente in corso sul viadotto che collega la Statale 647 Bifernina alla Provinciale 80 Larino-Guglionesi.

Impianto fotovoltaico Larino Enel. Sindaco Puchetti

“È previsto un mese di carotaggi per verificare se si può procedere con l’adeguamento. Noi intanto partiamo con la progettazione”, spiega il presidente della Provincia di Campobasso Pino Puchetti, che è anche sindaco di Larino.

I prelievi consentiranno di analizzare i materiali con cui è stato costruito il ponte e di raccogliere i dati necessari per valutare la tenuta delle sue diverse componenti. Tradotto dal linguaggio tecnico: bisogna capire se il viadotto può essere salvato e riportato alla piena funzionalità, eliminando il divieto che dal 2018 impedisce il transito ai mezzi con massa superiore a 7,5 tonnellate.

La limitazione venne introdotta dalla Provincia dopo il terremoto dell’agosto 2018, in un’area già colpita dal sisma del 2002. Da allora il Ponte dello Sceriffo è rimasto percorribile soltanto dai veicoli più leggeri. Una situazione che ha pesato e continua a pesare sul trasporto pubblico, sui mezzi di soccorso, sulle aziende agricole e sulla logistica delle imprese, costrette a fare i conti con deviazioni e collegamenti più complicati tra l’entroterra e la costa.

L’avvio dei carotaggi arriva a circa due mesi dalla firma dell’accordo tra Regione Molise e Provincia di Campobasso. A Larino, il presidente Francesco Roberti e Puchetti avevano messo nero su bianco la divisione dei compiti: la Regione come soggetto attuatore e stazione appaltante, la Provincia come proprietaria dell’infrastruttura e responsabile delle verifiche necessarie ad arrivare alla scelta progettuale.

Sul tavolo ci sono 15 milioni di euro. Dodici provengono dal Dipartimento Casa Italia della Presidenza del Consiglio dei ministri, mentre Regione e Provincia contribuiranno con un milione e mezzo ciascuna.

La soluzione considerata preferibile resta l’adeguamento sismico del viadotto esistente e delle rampe di collegamento. È l’ipotesi che permetterebbe di intervenire più rapidamente, limitando anche l’impatto ambientale e il consumo di nuovo suolo. Ma saranno i risultati dei carotaggi a dire se questa strada è davvero percorribile. Se le condizioni del ponte dovessero rivelarsi peggiori del previsto, resta aperta la seconda possibilità: la demolizione parziale della struttura e una nuova configurazione dell’incrocio, con una rotatoria alla quota della Bifernina.

Mentre le indagini entrano nel vivo, cambia anche la regia dell’operazione. Luigi Barbieri è stato nominato commissario straordinario delegato per coordinare gli interventi di adeguamento sismico e messa in sicurezza del viadotto. Il decreto porta la firma del presidente della Regione Francesco Roberti.

Barbieri, già sindaco di San Giuliano di Puglia, avrà il compito di tenere insieme le diverse fasi e di accelerare un percorso che coinvolge più enti: dalle indagini alla progettazione, dalle procedure di affidamento fino ai lavori e al collaudo. L’incarico durerà due anni e potrà essere prorogato per altri dodici mesi se l’opera non sarà completata nei tempi previsti per cause non imputabili alla struttura commissariale.

La nomina arriva quando il primo cantiere di conoscenza del ponte è già aperto. Per un mese si scaverà nella struttura per capire se può essere recuperata; contemporaneamente partirà la progettazione. Non significa che i lavori siano già cominciati e neppure che esista una data certa per la riapertura completa. Significa però che, dopo anni di promesse e passaggi rimasti sulla carta, il futuro del Ponte dello Sceriffo comincia finalmente a essere deciso sulla base di verifiche concrete.