Larino Bifernina
|Ponte dello Sceriffo, tramonta l’ipotesi demolizione. Il viadotto si può adeguare, il verdetto dai carotaggi
Terminate le verifiche sul viadotto Anacoreta, mentre la relazione definitiva è attesa entro metà ottobre. Il presidente della Provincia Pino Puchetti: “I primi risultati sono positivi, la struttura può essere recuperata”. L’intervento da 15 milioni passa ora alla Regione. Intanto lavori avviati sulla Larino-Guglionesi e nuovi cantieri in arrivo sulle strade colpite dalle frane di aprile
Il Ponte dello Sceriffo, chiuso ai mezzi pesanti e ai bus da dopo il terremoto del 2018 in basso Molise, non sarà demolito e, di conseguenza, non sarà ricostruito da capo. Una buona notizia, che arriva dopo i carotaggi sul viadotto Anacoreta. Gli interventi sono terminati e le prime risultanze indicano che la struttura può essere adeguata, evitando l’alternativa più pesante: abbattere il ponte e sostituirlo con una nuova configurazione viaria sulla Bifernina.
A fare il punto è il presidente della Provincia di Campobasso e sindaco di Larino, Pino Puchetti. La relazione definitiva è attesa entro la metà di ottobre, ma il quadro che emerge dalle verifiche è già considerato incoraggiante.
“Abbiamo avuto i primi risultati e sono abbastanza positivi. L’adeguamento sembra possibile”, spiega Puchetti. Una valutazione che ha un peso preciso: la Provincia è proprietaria del viadotto, ha affidato e finanziato le indagini e dovrà ora trasmettere tutta la documentazione alla Regione e al commissario straordinario Luigi Barbieri, ex sindaco di San Giuliano Di Puglia.
Restano da completare l’elaborazione dei dati e la relazione tecnica conclusiva, ma l’ipotesi sulla quale si sta lavorando è proprio il recupero del ponte esistente. Una volta ricevuti gli atti, la Regione – individuata come soggetto attuatore e stazione appaltante – potrà avviare la progettazione e preparare le gare.
È il passaggio più importante dall’agosto del 2018, quando, dopo il terremoto con epicentro nell’area di Montecilfone, sul viadotto venne vietato il transito ai mezzi con massa superiore a 7,5 tonnellate. Da allora il ponte che collega la Bifernina alla Provinciale 80 Larino-Guglionesi è rimasto utilizzabile soltanto dai veicoli più leggeri, con conseguenze sul trasporto pubblico, sulla logistica e sulle attività economiche del territorio.
Le verifiche svolte in passato non erano arrivate allo stesso livello di approfondimento. “Erano state investite poche risorse e non era stato effettuato uno studio sulla tenuta interna del calcestruzzo”, ricostruisce Puchetti. Proprio per superare quei limiti, la Provincia ha promosso una nuova campagna di indagini. Inizialmente l’incarico era stato affidato ad Anas, che avrebbe poi comunicato di non poter eseguire in tempi brevi alcune delle attività richieste e di non disporre delle tecnologie necessarie per quello specifico lavoro. Tra giugno e luglio la Provincia si è quindi rivolta a una società privata.
I carotaggi dovevano rispondere a una domanda decisiva: il Ponte dello Sceriffo può essere consolidato oppure deve essere demolito? L’accordo firmato da Regione e Provincia prendeva in considerazione entrambe le strade. La prima, considerata preferibile, era l’adeguamento sismico del viadotto e delle rampe; la seconda, da adottare soltanto in presenza di criticità non superabili, contemplava la demolizione parziale e la realizzazione di una rotatoria alla quota della Statale 647.
Le prime risposte spingono ora verso la soluzione meno invasiva. “L’adeguamento richiede meno tempo e ci permette di non bloccare la Bifernina”, sottolinea il presidente della Provincia. Anche il quadro finanziario sarebbe compatibile: i 15 milioni già disponibili dovrebbero essere sufficienti per recuperare il ponte e restituirgli la piena funzionalità. Dodici milioni provengono dal Dipartimento Casa Italia della Presidenza del Consiglio, mentre Regione Molise e Provincia di Campobasso partecipano con un milione e mezzo ciascuna.
Secondo una prima valutazione di Puchetti, sottratte le spese tecniche, per i lavori rimarrebbero circa 12 milioni, Iva compresa. Prima del cantiere serviranno però la progettazione e le procedure di affidamento, con gare di rilievo europeo in ragione dell’importo dell’opera. Da questo momento, precisa il presidente, la parte principale del percorso sarà nelle mani della Regione: “La Provincia si è occupata di individuare la strada tecnicamente percorribile per rendere di nuovo funzionale il ponte. Adesso toccherà alla Regione occuparsi della progettazione e dell’affidamento dei lavori”.
La questione ambientale legata al cantiere e alle aree Sic è stata superata grazie alle norme che regolano gli interventi sulle infrastrutture già esistenti, ma nella zona resta anche un altro problema, meno complesso dal punto di vista tecnico ma ben visibile sotto il viadotto. L’area, sottoposta a tutela ambientale, è stata trasformata nel tempo in un punto di abbandono dei rifiuti. “Bisognerebbe bonificarla”, osserva Puchetti.
Il recupero del Ponte dello Sceriffo si inserisce in un quadro più ampio di lavori sulla rete provinciale. Sulla SP 80 Larino-Guglionesi, la strada direttamente collegata al viadotto, sono già partiti interventi per 550mila euro. La Provincia sta lavorando anche sulla SP 87, comunemente chiamata Termolese, che dalla zona di Guglionesi conduce verso l’area industriale di Termoli. La prima parte è stata sistemata e restano circa 500 metri che, secondo il cronoprogramma indicato da Puchetti, dovrebbero essere completati entro la fine di settembre.
Più impegnativi sono gli interventi sulle strade danneggiate dal maltempo della scorsa primavera. La SP 166, nel tratto tra Bonefro e l’innesto con la SP 40, e la stessa SP 40 verso San Giuliano di Puglia sono state colpite da due frane molto estese: in un caso il piano stradale è sceso di nove metri, nell’altro di circa tre.
Per entrambe le opere sono stati ottenuti finanziamenti nazionali e predisposti i progetti esecutivi. La conferenza di servizi è prevista per la metà di ottobre e, secondo Puchetti, le gare potrebbero essere avviate subito dopo, con l’obiettivo di aprire i cantieri entro la fine dello stesso mese.
“Contiamo di completare la SP 166 entro marzo e la strada di San Giuliano entro maggio”, afferma il presidente. Tempi che, se rispettati, permetterebbero di riaprire le due arterie a meno di un anno dalle frane di aprile.
Per quanto riguarda invece il Ponte dello Sceriffo, dopo otto anni di limitazioni e una lunga attesa trascorsa tra studi incompleti, ricerca dei finanziamenti e passaggi amministrativi, la possibilità di salvare il viadotto non è più soltanto un’ipotesi sulla carta. Manca ancora il documento tecnico definitivo, ma i carotaggi hanno indicato la direzione: il ponte può essere recuperato e il progetto da 15 milioni può finalmente essere costruito attorno alla struttura esistente.



