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Piazza Sant’Antonio, via 94 parcheggi per almeno 15 mesi: “Ci sarà da soffrire”

Il cantiere eliminerà tutta la sosta attuale fino alla conclusione dei lavori, prevista a dicembre 2027. Il progetto porterà poi i posti a circa 145, compresi 34 stalli in superficie

Il centro di Termoli si prepara a perdere quasi 100 posti auto con l’apertura del per la riqualificazione di piazza Sant’Antonio e Pozzo Dolce. Per la precisione 94, in una città che già da anni soffre di carenza di stalli e di una viabilità congestionata soprattutto nei periodi di maggiore afflusso. Per ritrovare parcheggio nell’area riqualificata bisognerà attendere almeno 15 mesi: la conclusione dei lavori è prevista entro dicembre 2027.

È il problema più immediato che accompagna il progetto destinato a trasformare Piazza Sant’Antonio in un giardino ispirato alla vecchia Villa del Popolo e a riaprire l’autorimessa di Pozzo Dolce, chiusa da circa vent’anni.

Il sindaco Nico Balice, davanti ai giornalisti, ha riconosciuto la difficoltà  senza indicare, almeno per ora, una vera area alternativa in grado di compensare i posti che verranno meno durante i lavori. “Questa è una cosa complicata, siamo come una signorina: se vogliamo apparire più belli dovremo soffrire un po’. Ma penso che durante ogni opera c’è un po’ da soffrire”, ha risposto. Balice si è detto certo che la popolazione mostrerà tolleranza: “È più bello vedersi più belli con un po’ di sofferenza”. Una sofferenza che, per chi deve raggiungere il centro in automobile, rischia di diventare molto concreta.

Il disagio riguarderà infatti un’area dove la domanda di sosta è già elevata. La stessa relazione progettuale segnala la difficoltà di trovare parcheggio vicino al centro e al Borgo antico, soprattutto d’estate. Gli attuali 94 posti di Piazza Sant’Antonio sono utilizzati in parte dai residenti del Borgo antico, oltre che da dipendenti e amministratori comunali, e in parte da chi deve raggiungere attività, uffici e servizi della zona. Con la cantierizzazione saranno interdetti tutti, mentre i nuovi posti previsti arriveranno soltanto a opere concluse.

Il risultato annunciato dall’amministrazione sarà una piazza liberata dall’attuale parcheggio a cielo aperto e trasformata in un’area verde prevalentemente pedonale. Le auto troveranno posto nella nuova autorimessa sotto Sant’Antonio, da 59 stalli, e in quella esistente sotto Pozzo Dolce, che verrà recuperata e riaperta con 52 posti.

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La relazione progettuale prevede inoltre 34 posti in superficie, eventualmente ampliabili. Un elemento che ridimensiona l’idea, circolata inizialmente, di una completa eliminazione della sosta all’aperto nell’intera area dell’intervento. Durante la presentazione non sono state ancora precisate le modalità di utilizzo dei nuovi parcheggi: se saranno disponibili indistintamente per tutti oppure se parte degli stalli sarà riservata, per esempio, ai residenti del Borgo, agli amministratori o alle attività del centro.

Sommando i 59 posti sotto Piazza Sant’Antonio, i 52 dell’autorimessa di Pozzo Dolce e i 34 in superficie si arriva a circa 145 posti. Novantaquattro oggi, 145 domani: il saldo è di 51 posti in più.

Un incremento certamente positivo, ma che difficilmente può essere confuso con una soluzione complessiva al problema della sosta in centro. Perché la carenza di parcheggi a Termoli non nasce con il nuovo progetto e non riguarda soltanto Piazza Sant’Antonio. È una criticità che accompagna da anni la città, evidente durante l’estate ma anche nei fine settimana, durante gli eventi e nelle giornate di maggiore frequentazione del centro.

I numeri vanno letti anche dentro la scelta urbanistica compiuta dall’amministrazione: ridurre la presenza delle automobili in superficie e restituire spazio alle persone. L’ingegner Gianfranco Bove, dirigente ai Lavori Pubblici del Comune, lo ha spiegato chiaramente durante la presentazione: l’obiettivo non è costruire un enorme contenitore di automobili nel cuore della città.

“Un parcheggio multipiano avrebbe costituito probabilmente un polo attrattivo di traffico, che va un po’ contro a tutte le moderne tecniche di riprogettazione delle città”, ha osservato Bove. Ed è proprio qui che diventa inevitabile il confronto con il progetto che per anni ha spaccato Termoli: il Tunnel dell’amministrazione dell’ex sindaco Angelo Sbrocca.

Non perché le due opere siano sovrapponibili – non lo sono – né perché il numero degli stalli possa essere l’unico parametro con cui valutarle. Ma entrambe insistevano sostanzialmente sullo stesso quadrante urbano e affrontavano, con impostazioni radicalmente differenti, anche il problema dei parcheggi.

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Il progetto definitivo legato alla vecchia finanza di progetto prevedeva 636 posti auto complessivi, dei quali 446 pubblici a rotazione e 190 privati, oltre a 21 posti moto. Gli stalli erano distribuiti tra il grande parcheggio multipiano interrato sotto Piazza Sant’Antonio e il recupero dell’autorimessa di Pozzo Dolce. Il confronto numerico è dunque impressionante: 636 nel vecchio progetto contro circa 145 nell’intervento attuale.

Ma fermarsi a questi due numeri sarebbe fuorviante. Dei 636 posti previsti dal Tunnel, 190 sarebbero stati privati. Soprattutto, quel progetto aveva proporzioni e impatto urbanistico completamente diversi: prevedeva cinque livelli interrati, il tunnel stradale, teatro, attività commerciali e ricettive e altre volumetrie. Una trasformazione di tutt’altra portata, contestata per anni, finita al centro di una durissima battaglia politica e giudiziaria e infine tramontata.

La soluzione scelta oggi segue invece la filosofia opposta: meno automobili attirate direttamente nel cuore urbano, più verde e maggiore pedonalità, mantenendo comunque una quota di parcheggi nel sottosuolo.

In questo senso si inserisce l’intervento di Antonio Giuditta, segretario cittadino del Partito Democratico, consigliere di maggioranza con Sbrocca. “La mia impressione è che sia mancato il coraggio” scrive Giuditta. “Il coraggio di compiere una scelta vera sulla mobilità del centro, di mettere finalmente al centro le persone e non le automobili, di immaginare Piazza Sant’Antonio non semplicemente come una piazza riqualificata, ma come un grande spazio urbano da vivere. Perché una città cambia davvero quando ha il coraggio di cambiare anche le proprie abitudini.

Se l’obiettivo è valorizzare Piazza Sant’Antonio, renderla più bella, più vivibile e più attrattiva, allora bisognava avere il coraggio di affrontare fino in fondo il tema della presenza delle automobili.

Le alternative, a nostro avviso, erano chiare: o si costruiva una strategia capace di aumentare significativamente la disponibilità di parcheggi e di riorganizzare di conseguenza la mobilità, oppure si sceglieva con decisione di pedonalizzare l’area e di restituirla completamente alle persone.

Invece si rischia di rimanere in una terra di mezzo: una piazza più bella, certamente, ma ancora condizionata dal traffico e dalla presenza delle automobili”.

È proprio questa impostazione, però, a lasciare aperta la domanda più grande: dove andranno le auto che ogni giorno cercano posto nel centro di Termoli, soprattutto in estate, se si liberano correttamente le piazze dalle macchine ma non si realizzano contemporaneamente grandi parcheggi di attestamento ai margini del centro?

Traffico Termoli San Basso

Il problema diventerà ancora più evidente durante il cantiere. Per almeno quindici mesi verranno meno proprio quei 94 stalli che oggi rappresentano uno dei principali polmoni di sosta a ridosso del Borgo antico, del Municipio, della Curia, di via Roma e del centro commerciale naturale.

Balice ha indicato alcune soluzioni, ma in buona parte guardano al futuro. C’è innanzitutto il parcheggio di via Duca degli Abruzzi, accanto alla stazione ferroviaria, dove sono in corso i lavori e che il sindaco conta di riaprire entro dicembre con circa 150 posti.

Poi c’è il tanto atteso parcheggio multipiano nell’area di Piazza Donatori di Sangue, che l’amministrazione immagina attraverso un partenariato pubblico-privato, ma che al momento non ha ancora tempi certi né un cronoprogramma definito.

Sul lungo periodo resta inoltre la grande partita della stazione ferroviaria e delle aree che potrebbero essere liberate dal riassetto dei binari , dove da tempo si ragiona anche sulla possibilità di ricavare nuovi parcheggi di attestamento capaci di intercettare le auto prima che arrivino nel cuore della città.

La nuova stazione di Termoli

Il punto del resto non è scegliere tra una piazza verde e un parcheggio. La nuova Piazza Sant’Antonio nasce proprio dal tentativo di superare questa contrapposizione: mettere le automobili sotto terra e restituire la superficie alle persone. Il vero nodo è costruire intorno a quella scelta un sistema della sosta capace di assorbire le migliaia di spostamenti che ogni giorno convergono verso il centro.

Quando il cantiere sarà concluso Termoli avrà una Piazza Sant’Antonio profondamente diversa, Pozzo Dolce recuperato e 51 posti auto in più rispetto a oggi. Nel frattempo, però, dovrà affrontare almeno quindici mesi senza i 94 stalli attuali. E anche quando i parcheggi saranno diventati 145, la storica emergenza della sosta cittadina avrà bisogno di risposte che inevitabilmente vanno ben oltre quel quadrante.