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Piazza Sant’Antonio, Coscia (PD) boccia il progetto: “Le auto restano e via Roma non sarà pedonale”

I posti auto continuerebbero a occupare parte della superficie e l’accesso al nuovo parcheggio rischierebbe di impedire in futuro la pedonalizzazione di via Roma. Sono le principali critiche mosse da Simone Coscia, che si definisce “un eterodosso iscritto al Pd”, al progetto di riqualificazione di piazza Sant’Antonio e Pozzo Dolce recentemente presentato dall’Amministrazione comunale di Termoli.

Coscia contesta innanzitutto il modo in cui l’intervento è stato illustrato, accusando l’Amministrazione di avergli attribuito una portata eccessiva e prevalentemente propagandistica. Nel mirino finiscono anche alcune immagini inserite nella presentazione pubblica, nelle quali l’esponente del Pd sostiene di aver individuato elementi non uniformi.

slide riqualificazione s.antonio pozzo dolce slide riqualificazione s.antonio pozzo dolce slide riqualificazione s.antonio pozzo dolce

“Nelle immagini del Comune c’è una nuova chiesa su Pozzo Dolce“, osserva Coscia, segnalando poi la presenza di una cancellata soltanto in alcuni rendering. In altre rappresentazioni, aggiunge, le automobili compaiono oppure scompaiono e non sarebbe sempre visibile il gradone previsto nella nuova configurazione della piazza. Rilievi utilizzati per mettere in dubbio la chiarezza e la coerenza degli elaborati divulgati.

La prima contestazione tecnica riguarda l’autorimessa di piazza Sant’Antonio. Secondo Coscia, il parcheggio non sarebbe completamente interrato, tanto da richiedere il rialzamento di una parte della superficie. Una soluzione che, nella sua lettura, modificherebbe in modo significativo la conformazione attuale della piazza.

Il secondo punto riguarda il numero dei parcheggi. Coscia contesta il passaggio dai 94 posti attualmente presenti ai 145 annunciati con il progetto. A suo giudizio, il confronto sommerebbe realtà differenti: i 54 stalli previsti nel garage semi-interrato, quelli ricavati nell’area di Pozzo Dolce e altri 34 posti distribuiti in superficie.

“Si mischiano le mele con le pere”, afferma, sostenendo che la nuova sistemazione non libererebbe completamente piazza Sant’Antonio dalle automobili. Il progetto, infatti, conserverebbe una quota di parcheggi a livello stradale, con la possibilità indicata di aumentarne eventualmente il numero.

Dubbi vengono avanzati anche sul recupero di Pozzo Dolce. Coscia ricorda che la struttura è chiusa da anni per problemi legati alle infiltrazioni e alle altezze interne e chiede in che modo possa essere adeguata senza intervenire sui solai.

Simone coscia

La critica ritenuta più rilevante riguarda l’accesso alla futura autorimessa. Coscia evidenzia che l’ingresso previsto da via Oliviero continuerebbe a richiedere un percorso attraverso via Roma, piazza Sant’Antonio e via Sannitica. Neppure un’eventuale inversione del senso di marcia di via Oliviero, secondo lui, eliminerebbe questa necessità.

“Con questo progetto si pone una pietra tombale sulla pedonalizzazione di via Roma, che dovrà in ogni caso restare aperta al traffico per accedere al garage”, sostiene Coscia.

Nel suo intervento Coscia richiama anche il referendum annunciato dall’Amministrazione in relazione al precedente progetto di riqualificazione, quello del cosiddetto Tunnel, osservando polemicamente che la nuova proposta non è stata sottoposta a una consultazione popolare.

Il giudizio conclusivo è quindi nettamente negativo. Coscia definisce il progetto una “operuccia reazionaria” che, a suo avviso, lascerebbe una parte delle automobili in superficie, limiterebbe le prospettive di pedonalizzazione e produrrebbe costi presenti e futuri a carico della popolazione cittadina.