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Il Pd attacca sul rimpasto di Giunta: “Termoli merce di scambio, Balice spieghi alla città”

Dopo le dimissioni di Cocomazzi e le indiscrezioni su nuovi ingressi nell’esecutivo, i dem chiedono al sindaco di spiegare cosa non abbia funzionato e accusano il centrodestra di anteporre le strategie elettorali agli interessi della città

“Il cambiamento serve a Termoli o serve alla maggioranza?”. È la domanda che il circolo cittadino del Partito Democratico rivolge al sindaco Nicola Balice dopo le dimissioni dell’assessore Michele Cocomazzi e le indiscrezioni sui nuovi ingressi che potrebbero ridisegnare la Giunta comunale.

Con una nota dal titolo “Termoli, merce di scambio”, il Pd interviene nel dibattito aperto dal primo movimento ufficiale all’interno dell’esecutivo. Cocomazzi ha lasciato le deleghe al Bilancio, alla Fiscalità locale, alle Attività produttive e al Suap parlando di un “passo laterale”, maturato per ragioni personali e di “opportunità politica” e concordato con i vertici regionali della Lega.

Parole dalle quali, secondo i dem, emergerebbe l’apertura di una nuova fase politica per la maggioranza di centrodestra, alla guida della città da sette anni considerando anche il precedente mandato amministrativo. Una fase che non potrebbe essere ridotta a un semplice avvicendamento tra assessori.

“Se, dopo sette anni di amministrazione di centrodestra, si apre oggi una fase di cambiamento e di ridefinizione degli equilibri, siamo di fronte alla prima vera crisi politica della maggioranza?”, chiede il Pd. Secondo il partito di opposizione, il rimpasto imporrebbe alla coalizione di riconoscere che qualcosa non ha funzionato o, in alternativa, di spiegare se le modifiche siano legate esclusivamente agli equilibri interni e ai prossimi appuntamenti elettorali.

“O si cambia per migliorare, e allora occorre avere l’onestà politica di riconoscere che fino a oggi le cose non hanno funzionato come avrebbero dovuto. Oppure si cambia per ridistribuire gli equilibri politici in vista delle prossime elezioni”, sostiene il circolo del Partito Democratico.

È questa la seconda ipotesi sulla quale si concentra l’attacco politico. Se il riassetto servisse soltanto a distribuire nuovi incarichi o a preparare le future competizioni elettorali, per il Pd si starebbe utilizzando l’Amministrazione comunale come terreno per le strategie dei partiti, relegando in secondo piano gli interessi della città.

Le dimissioni di Cocomazzi potrebbero essere soltanto la prima mossa. Per la sua sostituzione la Lega sarebbe orientata a indicare Giovanna Peduto, mentre Forza Italia punta all’ingresso in Giunta del consigliere Vincenzo Sabella attraverso l’allargamento dell’esecutivo da sei a sette assessori. Resta inoltre in discussione la posizione dell’assessora all’Ambiente Silvana Ciciola, sulla quale sarebbe in corso una riflessione interna a Fratelli d’Italia. Probabile sostituto Salvatore Di Brino.

Di fronte a questi movimenti, il Pd chiede al sindaco di uscire dal silenzio e chiarire non soltanto chi entrerà nella squadra di governo, ma soprattutto perché si cambia, quali settori non abbiano funzionato e cosa l’Amministrazione intenda fare diversamente nella seconda parte del mandato.

“Non basta sapere chi entrerà in Giunta o chi assumerà un nuovo incarico. I cittadini hanno il diritto di sapere perché si cambia, cosa non ha funzionato e, soprattutto, cosa si intende fare di diverso da domani in poi”, prosegue la nota.

Il circolo dem ricorda quindi le questioni ancora aperte per Termoli: dalla programmazione ai servizi, dalla manutenzione al decoro urbano, fino alle opere pubbliche. Problemi che, secondo il partito, richiedono risposte concrete e un’Amministrazione concentrata sulle esigenze dei cittadini.

“Il Partito Democratico non intende entrare nelle dinamiche interne del centrodestra”, conclude il circolo cittadino. “Ma proprio perché siamo opposizione abbiamo il dovere di porre una domanda semplice e precisa: questo cambiamento serve a Termoli o serve alla maggioranza? Dalla risposta capiremo molto del futuro della nostra città”.