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Mettere in dialogo arte, ricerca e territorio attraverso l’acqua: a Termoli scatta il progetto internazionale WATERways

Far dialogare l’arte contemporanea, la ricerca scientifica e la tutela del territorio per interrogarsi sul futuro del paesaggio e sul ruolo chiave che l’acqua assume nelle sue continue trasformazioni. È questo l’obiettivo di “WATERways – pratiche artistiche come strumento di ricerca e di progettazione dei paesaggi”, la Giornata di Studi Internazionale in programma mercoledì 2 settembre, dalle ore 11:00, presso l’Aula Adriatico della sede di Termoli dell’Università degli Studi del Molise.

L’iniziativa nasce con l’intento di riunire attorno allo stesso tavolo artisti, docenti universitari e ricercatori per un confronto interdisciplinare capace di intrecciare scienze ambientali, studi territoriali e linguaggi espressivi contemporanei. La mattinata si aprirà con i saluti del Rettore dell’Unimol Giuseppe Peter Vanoli e del Direttore del Dipartimento di Bioscienze e Territorio Rocco Oliveto, per poi entrare nel vivo con l’introduzione del professor Luciano De Bonis e gli interventi dei curatori del progetto Lisa Esposito, Michele Mariano e Michele Porsia.

L’appuntamento accoglierà contributi da diversi atenei italiani come Università degli Studi del Molise, Cagliari, Palermo, Firenze, Milano e da prestigiose realtà accademiche statunitensi come la North Carolina, il Maryland e Harvard, prima di presentare ufficialmente la squadra dei tre artisti internazionali selezionati per questa edizione: Zoi Arvaniti dalla Grecia, Miglė Duncikaitė dall’Olanda e Matlakas dalla Germania. Nel pomeriggio, a partire dalle ore 15:00, i lavori riprenderanno con una tavola rotonda curata da Taru Elfving e moderata da Michele Porsia, pensata come uno spazio aperto di dibattito tra studiosi, associazioni locali e cittadini.

L’evento rappresenta il primo fondamentale passo pubblico della residenza artistica internazionale finanziata dall’Unione Europea tramite il bando Culture Moves Europe, che per tutto il mese di settembre vedrà i tre artisti operare e creare negli spazi di Palazzo Santoro a Bojano. Il progetto considera l’acqua non soltanto come una risorsa naturale da preservare, ma come un potente connettore culturale capace di svelare sfumature inedite del paesaggio molisano.