Logo
Maria Kebab chiusa due volte in meno di un mese, ma in tre anni nessun controllo

Prima la Questura e poi la Polizia locale: non c’è pace per la kebabberia di via Nobile, ma in questi anni come è stato possibile che nessuno in Comune si sia accorto che la Scia non era regolare?

Il 7 agosto scorso il Questore di Campobasso ha ordinato la chiusura di Maria Kebab, attività commerciale in via Nobile, al centro della città, perché era ritrovo di pregiudicati e anche priva di autorizzazioni. In quei giorni dentro e fuori la rete infiammava il dibattito su un caso di duplice violenza sessuale ai danni di due minorenni. Da lì a qualche giorno i presunti colpevoli sarebbero stati rintracciati dai carabinieri.

Il provvedimento del vertice della Polizia ha avuto una durata di venti giorni, tanto che giovedì 27 agosto la kebabberia ha riaperto al pubblico ripresentando una Scia (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) che, come saprà chiunque abbia aperto o chiuso un negozio, permette di iniziare l’attività con effetto immediato senza attendere autorizzazioni.

L’ufficio preposto ha poi 60 giorni per verificare che ci siano tutti i requisiti, ma essendo questa di via Nobile una attività attenzionata dalla Questura, i controlli – stavolta – sono stati velocissimi. Appena il giorno seguente il settore Commercio ha scovato delle irregolarità nella nuova Scia e allertato il Comando di Polizia locale che ha emesso un nuovo provvedimento di chiusura a partire da sabato 29 agosto.

La serranda di Maria Kebab adesso è nuovamente abbassata: le carenze evidenziate sono di tipo amministrativo, eventualmente sanabili con la riproposizione di una Scia regolare che permetterebbe al titolare di poter tornare a vendere i suoi panini etnici.

Parlare di normali controlli in questo caso non sarebbe del tutto onesto: quella kebabberia a due passi da piazza Municipio – che si trova a pochi metri da un’altra attività identica – era sotto la lente delle forze dell’ordine ma, non altrettanto sotto la lente dell’Ufficio commercio. Non almeno negli ultimi anni. E se Maria Kebab ha evitato i controlli per anni, quante altre attività ci sono a Campobasso -magari non etniche e con titolari italiani – aperte senza verifiche sul rispetto dei requisiti?

Si tratta di un tema che va oltre il destino di una singola kebabberia. La vicenda di via Nobile mette in evidenza quanto possano essere rapidi ed efficaci i controlli quando un’attività finisce sotto i riflettori delle istituzioni. Ma stesso livello di attenzione viene riservato a tutti gli esercizi commerciali della città?

Perché se le irregolarità amministrative sono emerse nel giro di poche ore, è inevitabile chiedersi quanti altri locali – di qualsiasi tipologia e indipendentemente dalla nazionalità dei titolari – siano stati verificati con la stessa tempestività. Un interrogativo che chiama in causa non il singolo caso, ma il principio di controlli uguali per tutti.

sigilli maria kebab