Il punto sui rossoblù
|Lupi, media punti all’altezza e Stoppa rimpiazza Gala per gol e giocate
Primo mini bilancio dopo sette turni: i punti sono gli stessi ottenuti nello stesso periodo della passata stagione. Sostituire Gala sembrava un’impresa, invece finora le scelte del diesse Figliomeni sono certificate dai risultati. Altro aspetto che conta: la squadra, per metà, non è cambiata, ci sono atleti che cominciano a sentire realmente la maglia. Partenza da 7 e Salines scalda i muscoli. La Samb esonera Boscaglia
Quella che ai tempi dello stadio “Fratelli Ballarin” era una fortezza imperforabile, sinonimo di difficoltà e sconfitte, è diventata terreno di conquiste a ripetizione per il Campobasso. La storia cambia e San Benedetto del Tronto si conferma gita di piacere per i tifosi e gioia di campo per i calciatori rossoblù. Da Abonckelet (complimenti per i 5 gol in 5 partite con la Reggina!) nell’anno della promozione a Magnaghi la scorsa stagione, agli acuti di Stoppa, al quarto centro in sette partite, e del difensore Papini, che segna un gol alla Minadeo, prepotente ingresso in area e spizzata secca su indecisione del portiere. Già, Minadeo, colui che segnò la rete decisiva in un altro storico Sambenedettese-Campobasso. Era il 23 novembre 2014 e il centrale di Ripa chiuse il match toccando sotto porta, andando ad esultare, come Papini, con una corsa liberatoria e felice sotto la curva dei tifosi rossoblù. Sole, grande pubblico e vittoria: il copione non è cambiato, se non per la Samb: Massi (qui assorto nei suoi pensieri a fine gara) ha appena esonerato Boscaglia.
Lupi da 7 in pagella in questo avvio di stagione. Stessi punti e ruolino dell’anno scorso: tre vittorie, due pari e due ko, in linea con quanto “promesso” in avvio di stagione. Un trend così porterebbe a 60 punti, uno in più dell’anno scorso. L’obiettivo è del resto confermarsi e, sebbene piazzarsi di nuovo quarti o più su sia sempre difficile, più o meno le premesse sono state finora rispettate.
L’avvento di Mangia ha portato più gioco e possesso palla, verticalizzazioni e fraseggi; l’anno scorso si giocava di rimessa, senza troppi fronzoli: le ripartenze erano fulminee e fatali per gli avversari.
Stoppa è oggi il valore aggiunto di una squadra che non ha ancora la forza di chiudere le partite ma che non affonda nelle difficoltà. Quattro gol e tre assist in sette partite per il numero 10, che si è regalato un’altra bella prestazione per i suoi 26 anni, compiuti domenica. Sembrava impossibile rimpiazzare uno come Antonio Gala, il quale si sta ritagliando un piccolo spazio nel Castellon che domina la serie B spagnola, invece il diesse Figliomeni ha pescato dal cilindro questo ragazzo di Biella, fidandosi più dell’intuito che delle statistiche: 27 presenze e un gol nelle ultime due stagioni, pochino per una seconda punta o comunque un giocatore offensivo dai piedi buoni.
Alla settima giornata manca all’appello del gol Alfredo Bifulco, che ha segnato una volta in Coppa Italia. Quando anche lui ritroverà il bersaglio grosso sarà un Campobasso ancora più temibile e solido; nel frattempo l’ex capocannoniere del girone B si conferma ottimo calciatore di manovra, irrinunciabile con le sue giocate e i suoi movimenti rapidi.
Ancora presto per dare invece un giudizio complessivo su centrocampo e difesa. Le incertezze ci sono ma fanno il paio con partite in cui i due reparti si sono mostrati all’altezza, con Agazzi che prende piede a tutto campo. Sembra che Mangia sia ancora alla ricerca delle combinazioni migliori. Tuttavia, la squadra non offre mai realmente il fianco agli avversari. Non è successo neanche nella sconfitta in casa della capolista La Spezia. Papini è un leader, bene ha fatto il Campobasso a non cedere alle importanti richieste di mercato per il difensore. Ciò ci porta a una considerazione che è centrale rispetto alla nuova gestione del Lupo. Lo stesso Papini, Cristallo, Celesia, Gargiulo, Bifulco e anche Pierno, a volte tutti insieme, sono atleti nei quali i tifosi cominciano a rispecchiarsi. È il segno di un Lupo che non cambia pelle nei mercati estivi, quando dieci undicesimi della formazione venivano stravolti da acquisti e vendite. Oggi c’è un gruppo di ragazzi che si specchia nella sfida che sostiene per conto della città e dei tifosi. La società pare aver capito che si costruisce innanzitutto dalle conferme di chi merita il posto in squadra o in panchina.
Lo stesso vale per l’entusiasmo non solo dei tifosi, che non manca mai, come dimostrano le esultanze collettive e il massiccio supporto numerico e corale di sabato sera, ma pure degli stessi giocatori. Le vittorie fanno il resto e finora, tra campionato e Coppa, ne sono arrivate cinque, di cui due in trasferta, su un totale di nove partite. A proposito del trofeo tricolore, tra un mese esatto al Molinari arriva il Latina. Occasione enorme per i Lupi che, vincendo, volerebbero ai quarti, con la prospettiva di andare a giocarsi il tutto per tutto in semifinale. Avendo come obiettivo in campionato il raggiungimento dei playoff, ampiamente alla portata, sarebbe bello se la società puntasse forte sulla Coppa. Come cantavano Bennato e la Nannini: un’avventura in più…
Tornando al campionato, domenica prossima vola in Molise la Torres, che non è più la corazzata del recente passato e conta gli stessi punti dei Lupi e il medesimo ruolino: quattro i risultati utili di fila. Equilibrio pressoché totale nelle statistiche e stessi colori: rosso e blu. Con la Samb la coincidenza cromatica ha portato bene. Il fattore tifosi potrebbe far pendere la bilancia dalla parte dei ragazzi di Mangia, che sarà ancora lontano dal campo per la maxi squalifica post Vado. Da valutare Pellitteri, fermo per un problema al polpaccio, e Capoferri, che ha un problema al ginocchio da approfondire. La buona notizia arriva da Salines che, fermo ai box da inizio stagione, si allena ormai stabilmente nel gruppo. Il ritorno in difesa non è così lontano.








