L’estate degli austriaci alla Torre: camper in fila davanti al mare, il turismo che non finisce ad agosto
Al Lido La Torre decine di vacanzieri arrivati soprattutto dal Nord Europa scelgono il tratto più selvaggio della costa molisana. Cesare Di Lello: “Austriaci ne avevamo già visti, ma quest’anno sono molti di più”. Tedeschi presenti da tempo e una stagione che, grazie al plein air, può andare avanti fino a ottobre.
A settembre, quando gran parte dei vacanzieri italiani ha già riposto ombrelloni e valigie, su questo pezzo di costa molisana si parla molto tedesco. E quest’anno soprattutto si parla il tedesco austriaco.
I camper sono allineati uno dietro l’altro a pochi metri dall’Adriatico. Fuori ci sono tavolini, sedie, biciclette, tende aperte. Qualcuno è in spiaggia, qualcuno chiacchiera davanti alla propria casa su quattro ruote. Coppie, famiglie, bambini. Si arriva, ci si sistema e per qualche giorno la vita si sposta qui, su una striscia di terra tra la collina e il mare.
Siamo a Petacciato, al Lido La Torre, uno dei luoghi più particolari della costa molisana. Alle spalle c’è la vegetazione che separa la fascia demaniale dalla Statale 16, davanti l’Adriatico e poco distante quella che tutti da queste parti chiamano la Torre spaccata, il rudere della torre costiera cinquecentesca che da secoli accompagna questo tratto di litorale.
A osservare il piccolo fenomeno dell’estate 2026 è Cesare Di Lello, che qui lavora da 26 anni e oggi – da pensionato – gestisce l’attività insieme alla famiglia. Tre figli coinvolti e, nel pieno della stagione, 14 dipendenti tra bar, spiaggia, assistenza ai bagnanti e gli altri servizi. Di turisti stranieri ne ha visti passare tanti. I tedeschi sono ormai una presenza abituale, arrivano ogni anno. Quest’anno però sono soprattutto le targhe austriache a essersi moltiplicate.
“Austriaci ne erano arrivati anche negli altri anni, ma mai così tanti”, racconta. Non cerca una spiegazione particolare e non costruisce teorie: “Forse è anche una coincidenza, non so”. Ma il colpo d’occhio, tra agosto e questo inizio di settembre, è difficile da ignorare.
Ed è una piccola anomalia positiva proprio sulla parte di costa che quest’estate ha dovuto fare i conti più duramente con il crollo del ponte sul Trigno e con l’interruzione della naturale continuità della Statale 16 verso San Salvo e Vasto.
Poco più di due settimane fa, percorrendo questo stesso tratto di litorale, avevamo raccolto le testimonianze di operatori che parlavano di meno auto, meno passaggi e soprattutto meno camper. Al Lido La Torre sembra essere accaduto il contrario. Qui il turismo itinerante ha retto e, almeno per quanto riguarda gli stranieri, sembra essersi rafforzato.
Forse aiuta a capirne il motivo proprio il luogo. Il Lido La Torre è uno stabilimento sui generis. Non c’è alle spalle un lungomare costruito, non ci sono palazzi davanti alla spiaggia. Dalla terrazza del bar lo sguardo corre lungo la costa e in alcuni punti il litorale conserva ancora un aspetto poco trasformato.
La spiaggia, negli anni, ha sofferto molto l’erosione e le mareggiate. Oggi è tornata a concedere qualche fila di ombrelloni, ma la difesa di questo tratto di costa resta uno dei problemi aperti. La Regione ha finanziato opere di protezione e consolidamento per Petacciato e Montenero di Bisaccia, nell’ambito di un intervento complessivo contro l’erosione del litorale molisano, ma non è chiaro quando inizieranno le opere di protezione.
In questo paesaggio che i camperisti hanno trovato il loro spazio. E guardandoli si capisce anche il modo diverso di andare in vacanza. Il camper non serve semplicemente a spendere meno per dormire. È soprattutto libertà. Si decide quanto restare, quando ripartire, dove fermarsi la sera successiva. Non ci sono check-in e check-out e buona parte della giornata si svolge fuori dal mezzo.
I dati nazionali raccontano che non è più un turismo marginale. Un’indagine diffusa in vista del Salone del Camper 2026 rileva che tre viaggiatori su quattro cercano soprattutto paesaggi autentici e che i piccoli borghi attirano più delle città d’arte tra gli intervistati; secondo Assocamp, per il 65,4% dei nuovi camperisti la motivazione principale è proprio la libertà di movimento e l’assenza di orari fissi.
E l’Austria non compare per caso. Nel Camping Report 2026 è il terzo mercato straniero per le ricerche di vacanze outdoor in Italia, dopo Germania e Svizzera. Petacciato, naturalmente, è una storia piccola. Non ci sono numeri ufficiali che consentano di trasformare la fila di camper del Lido La Torre in una statistica regionale. Ma quello che Di Lello vede dalla sua attività è un segnale concreto. Senza considerare che il dato più interessante arriva dal calendario, perché questi turisti non arrivano quando arrivano tutti gli altri.
“I tedeschi e quest’anno anche gli austriaci vengono anche a giugno, e poi a settembre. Noi riusciamo a lavorare per tutto settembre e anche a ottobre, se il tempo lo permette“, racconta Di Lello.
È la destagionalizzazione di cui il turismo molisano discute da anni, ma vista da una prospettiva molto concreta. Non servono convegni per accorgersene: basta guardare i camper ancora parcheggiati davanti al mare quando il grosso delle ferie italiane è già terminato.
Del resto il 2026 sta mostrando a livello nazionale una crescita particolarmente sostenuta della componente internazionale: nel primo trimestre dell’anno le presenze straniere nelle strutture ricettive italiane sono aumentate del 12,3%, contro il 2,2% di quelle italiane. Un dato che conferma la crescente importanza degli stranieri per il turismo italiano, e al Lido La Torre questa differenza si vede soprattutto nei mesi ai margini dell’estate.
Quando ad agosto tutto è pieno, un turista in più o in meno si confonde nella massa. A giugno, settembre e ottobre cambia invece il conto di un’attività stagionale: significa tenere aperto il bar, continuare a lavorare sulla spiaggia, acquistare prodotti, garantire servizi e prolungare di settimane una stagione che sulla costa molisana resta ancora fortemente concentrata tra luglio e agosto.
Di Lello questo posto lo ha visto cambiare per oltre un quarto di secolo. Ha visto restringersi la spiaggia, le mareggiate mangiare pezzi di arenile, cambiare il modo di fare vacanza. Ma la formula che continua a funzionare qui è rimasta curiosamente semplice: un camper, un tavolo fuori, il mare a pochi metri.
Nel pomeriggio qualcuno prende un aperitivo sulla terrazza, altri rimangono seduti accanto ai propri mezzi. E nessuno sembra avere fretta di andare da qualche altra parte. Di sicuro è la cosa più interessante che gli austriaci arrivati a Petacciato hanno portato e trasferito qua: non soltanto presenze turistiche, ma tempo. Quello che permette di arrivare quando agosto è finito, fermarsi senza un programma rigido e ripartire quando si vuole. Per un territorio che da anni cerca il modo di allungare la propria estate, quella fila di camper davanti all’Adriatico è almeno un’indicazione da osservare.








