Acqua vietata, a Guglionesi è bufera politica: “Servono chiarezza sui dati e autobotti per i cittadini”
Silenzi, ritardi, controlli insufficienti e nessun servizio sostitutivo per garantire l’acqua potabile alla popolazione. Il sindaco di Guglionesi Leo Antonacci finisce sotto il fuoco incrociato di Progetto Comune, Guglionesi Progressista e Circolo del Partito Democratico, che chiedono risposte sulla gestione dell’emergenza e l’immediata convocazione di un Consiglio comunale urgente.
Le prese di posizione arrivano dopo le analisi che hanno rilevato una concentrazione di manganese superiore al limite previsto e la conseguente ordinanza con cui è stato vietato, fino a nuova comunicazione, l’utilizzo dell’acqua della rete pubblica per bere, lavarsi i denti e preparare alimenti o bevande.
Il divieto riguarda anche la preparazione del latte artificiale e il lavaggio dei bambini fino a tre anni. L’acqua non può essere utilizzata neanche dopo la bollitura, mentre resta consentito soltanto l’impiego per lo scarico del wc e per lavare pavimenti e superfici. L’acqua delle due fontanine pubbliche vicine al serbatoio comunale si può invece bere, è potabile e di buona qualità petrchè, in questo caso, arriva da un’altra rete di approvigionamento che non è il Liscione ma la sorgente di vastogirardi. Contariamente a quanto era trapelato inizialmente, dunque, l’acqua è potabile in questo caso ed è il motivo per il quale il Comune di Guglionesi non ha bisogno di autobotte.
Progetto Comune domanda all’Amministrazione quando sia stata rilevata l’anomalia, quando il Comune ne sia stato informato e quali verifiche siano state effettuate, ma soprattutto quali siano le cause del problema e i tempi previsti per il ritorno alla piena potabilità.
“Non è sufficiente emanare un’ordinanza e invitare la popolazione a non utilizzare l’acqua per il consumo umano e la preparazione degli alimenti”, afferma il gruppo, chiedendo che il Comune e gli altri enti competenti garantiscano un flusso costante di informazioni e rendano pubblici gli esiti dei campionamenti.
“Su una questione così delicata non possono esserci zone d’ombra. Non è accettabile che siano i cittadini, attraverso voci e informazioni che circolano sui social e nelle conversazioni quotidiane, a dover ricostruire ciò che sta accadendo“, sostiene Progetto Comune.
L’attacco si concentra anche sulla mancata attivazione di autobotti o punti straordinari per la distribuzione dell’acqua, diversamente da quanto predisposto a Montenero di Bisaccia, dove è in vigore un’ordinanza analoga.
“Tale omissione costituisce una gravissima inadempienza nella gestione di un servizio pubblico essenziale, privando la cittadinanza di un bene primario e scaricando l’intero onere dell’emergenza sulla popolazione e sulle attività economiche”, si legge nel comunicato. Da qui la richiesta al sindaco Antonacci e all’Amministrazione di “assumersi appieno le proprie responsabilità istituzionali, rompendo il silenzio e riferendo pubblicamente alla comunità di Guglionesi”.
Progetto Comune annuncia quindi la presentazione immediata di una richiesta formale per la convocazione di un Consiglio comunale d’urgenza, ritenuto indispensabile per fare chiarezza sulla gestione della crisi.
Altrettanto duro l’intervento di Guglionesi Progressista e del Circolo cittadino del Partito Democratico, secondo cui quanto accaduto non può essere considerato soltanto un inconveniente tecnico.
“Non è un incidente tecnico, è il sintomo di un sistema di controlli che non ha funzionato, e qualcuno dovrà spiegare perché”, affermano, precisando di non voler evocare un’emergenza sanitaria a fini politici: “Ma proprio perché non vogliamo allarmare i cittadini, pretendiamo che chi ha il dovere di rassicurarli lo faccia con i fatti, non con il silenzio“.
Guglionesi Progressista e PD ricordano che il limite massimo del manganese previsto dal decreto legislativo 18 del 2023 è fissato a 0,05 milligrammi per litro e richiamano gli obblighi di controllo sistematico sull’intera filiera idrica e di pubblicazione dei relativi risultati.
“Se questo obbligo non è stato rispettato, la responsabilità è politica prima ancora che tecnica. Chi doveva controllare e non lo ha fatto, chi doveva pubblicare i dati e non lo ha fatto, chi doveva vigilare e ha guardato altrove, non ha commesso una svista”, affermano le due forze politiche, secondo cui eventuali responsabilità devono essere individuate e accertate.
Le richieste sono rivolte anche a Molise Acque e Grim, chiamate a spiegare da quanto tempo fosse nota la presenza di manganese oltre i limiti, perché la comunicazione a cittadini e attività commerciali sia arrivata in ritardo, a chi competessero i controlli e quali interventi siano stati avviati per ripristinare la conformità dell’acqua.
Ma il bersaglio politico resta l’Amministrazione guidata da Antonacci. “All’Amministrazione comunale chiediamo di smettere di fare da spettatrice. Non basta attendere le comunicazioni del gestore: il Comune ha il dovere di pretendere, controllare e, se necessario, denunciare formalmente agli enti competenti eventuali inadempienze riscontrate, senza subalternità di alcun tipo”.
Nel comunicato viene richiamata anche la precedente vertenza sulle irregolarità nella fatturazione del servizio idrico. “Oggi il problema è diverso nella forma ma identico nella sostanza: un sistema che scarica sui cittadini il costo dei propri ritardi, delle proprie omissioni, e a volte della propria negligenza. Non è più accettabile, e non lo accetteremo”.


