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Giunta di Termoli, Balice non vuole azzerare. Ma dopo Cocomazzi anche Ciciola rischia

Fratelli d’Italia potrebbe formalizzare la sfiducia all’assessora all’Ambiente dopo le critiche sulla gestione del settore. Il sindaco chiede un documento firmato dai vertici del partito, atteso dopo la convention di Bari

Il sindaco Nico Balice non intende azzerare la Giunta comunale di Termoli, ma il rimpasto aperto dalle dimissioni di Michele Cocomazzi potrebbe presto coinvolgere anche Silvana Ciciola. La posizione dell’assessora all’Ambiente sarebbe al centro di una riflessione interna a Fratelli d’Italia, il suo stesso partito, che potrebbe formalizzarne la sfiducia e chiedere al primo cittadino un nuovo avvicendamento nell’esecutivo.

Quello dell’Ambiente è uno degli assessorati più delicati della Giunta. La gestione degli ultimi mesi ha esposto Ciciola a forti critiche da parte dei cittadini, che in più occasioni hanno segnalato sporcizia, carenze nella raccolta dei rifiuti e condizioni di scarsa cura in diverse zone della città. Contestazioni rilanciate anche dalle forze di opposizione, che già un anno fa avevano chiesto la sfiducia dell’assessora, trovando però il muro della maggioranza in Consiglio comunale.

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Le polemiche non si sono spente. Con il passare dei mesi, anche all’interno di Fratelli d’Italia sarebbero cresciute le richieste di chiarimenti e risposte sulla gestione del settore, ritenute finora insufficienti da una parte del partito. Una distanza politica che nelle ultime ore sarebbe arrivata al tavolo del sindaco.

Da qui il vertice tra Balice e i coordinatori di Fratelli d’Italia. Al centro dell’incontro proprio il futuro di Ciciola e il riassetto complessivo della squadra di governo dopo l’uscita di Cocomazzi.

Il sindaco, secondo quanto trapela, non vorrebbe procedere all’azzeramento della Giunta né a una redistribuzione generale delle deleghe. Qualcosa, tuttavia, dovrà necessariamente cambiare: la Lega si prepara a sostituire Cocomazzi con Giovanna Peduto, mentre resta in campo l’allargamento dell’esecutivo da sei a sette assessori attraverso l’ingresso del consigliere di Forza Italia Vincenzo Sabella.

Per intervenire anche sulla casella dell’Ambiente, Balice avrebbe posto a Fratelli d’Italia una condizione precisa: una presa di posizione formale dei vertici del partito, con un documento nel quale mettere nero su bianco il venir meno della fiducia politica nei confronti dell’attuale assessora e le contestazioni relative alla gestione del settore.

L’atto dovrebbe essere sottoscritto dal coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Filoteo Di Sandro, ma non arriverebbe nell’immediato. Il partito avrebbe scelto di attendere i prossimi appuntamenti nazionali e, in particolare, la convention di venerdì 4 settembre al porto di Bari, alla presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, organizzata per celebrare il record di durata del Governo.

Soltanto dopo l’appuntamento pugliese la questione termolese dovrebbe entrare nella fase decisiva. Se Fratelli d’Italia formalizzerà la sfiducia e Balice accoglierà la richiesta, Ciciola potrebbe diventare la seconda assessora a lasciare la Giunta nel giro di pochi giorni, dopo le dimissioni di Cocomazzi.

A quel punto si aprirebbe la corsa alla successione all’Ambiente. Il primo nome della lista dovrebbe essere quello di Salvatore Di Brino, qualora il consigliere desse la propria disponibilità a entrare in Giunta. Alle amministrative del 2024 Di Brino fu il terzo degli eletti di Fratelli d’Italia con 343 preferenze, ma due anni fa cedette il posto nell’esecutivo a Paola Cecchi, quarta eletta del partito, per garantire il rispetto delle quote di genere.

Un ostacolo che verrebbe ora superato dal probabile avvicendamento tra Michele Cocomazzi e Giovanna Peduto: l’ingresso di una donna al posto dell’ex assessore consentirebbe infatti a FdI di indicare un uomo in sostituzione di Ciciola. In Consiglio invece, si aprirebbero le porte all‘ingresso di Luciano Paduano, 65 anni, fedelissimo del partito di Meloni.

Il rimpasto della Giunta Balice è dunque appena cominciato: la prima casella si è già liberata, mentre sulla seconda si attende una decisione politica che potrebbe arrivare dopo il 4 settembre.