Roma
|Dall’uovo al pollo confezionato: Amadori punta alla filiera integrata in Molise. Il gruppo vuole investire a Bojano
Riunione al Mimit ieri per valutare un progetto industriale sul rilancio della filiera avicola a Bojano, nel sito della ex Gam. Il gruppo Amadori – già presente in Molise dove è operativo un incubatoio – potrebbe investire decine di milioni di euro. Si sta valutando un sostegno da parte del ministero, il tavolo è stato aggiornato a febbraio 2027.
Il Molise potrebbe tornare ad avere la sua filiera avicola: ieri al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) si è svolto un incontro sulle prospettive industriali e occupazionali della ex Gam, la società che da oltre 13 anni produce cassintegrati e nessun fatturato a seguito del fallimento che ha lasciato a casa decine di ex operai a Bojano.
Amadori, presente coi suoi vertici alla riunione che si è tenuta, neanche fosse un curioso segno del destino, negli uffici di via Molise, ha fatto sapere al ministro Adolfo Urso che è interessata a rilanciare il sito ai piedi del Matese. Tramite una sua controllata, la Ripro Coop, il gruppo è già operativo nella zona da cui arrivano le uova e nascono i pulcini, circa 1,2 milioni a settimana. Nell’impianto di incubazione lavorano attualmente 46 persone (escluso l’indotto), ciò che Amadori (tramite Avicola Vicentina, altra sua controllata) vorrebbe fare è una filiera integrata: arrivare a controllare l’intero processo produttivo senza più spostare i pulcini in altri stabilimenti per farli crescere e poi trasferirli di nuovo per la macellazione e la trasformazione in prodotto finito.
Gestione e crescita degli animali, trasformazione alimentare, commercializzazione e distribuzione del prodotto: le basi per questa filiera a Bojano sono state gettate al Mimit dove si tornerà tra qualche mese (febbraio 2027) con le idee più chiare e, forse, i dettagli di un investimento da decine di milioni di euro (circa 40) e sui tempi di realizzazione del progetto per il quale occorreranno diversi anni.
Un particolare di non poco conto perché significa ridurre al lumicino la possibilità di riassorbire i cassintegrati, ammesso che sia anche lontanamente contemplato questo obiettivo dal gruppo che potrebbe continuare a investire in Molise. E senza contare che nel frattempo molti ex dipendenti Gam, una delle più fallimentari parentesi imprenditoriali del Molise, avranno l’età per andare in pensione.
Alla riunione di ieri a Roma la politica era presente: c’era il presidente della Regione Molise, Francesco Roberti, l’assessore al Bilancio Gianluca Cefaratti e il consigliere delegato alle Attività produttive Andrea Di Lucente oltre alle organizzazioni sindacali, rappresentanti di Sviluppo Lavoro Italia e, naturalmente, i vertici di Amadori.
“L’azienda – questo si legge nel comunicato del Mimit – ha manifestato la disponibilità a valutare un progetto industriale che preveda la valorizzazione del sito molisano appartenente alla ex GAM, qualora vi siano le condizioni commerciali e di sviluppo industriale. Sono già in corso interlocuzioni tra il Gruppo e le strutture ministeriali per approfondire le possibili forme di sostegno economico e finanziario all’iniziativa. Alla luce di questo quadro, e in attesa degli esiti del confronto, il tavolo è stato aggiornato a febbraio 2027”.








