Crollo del ponte sul Trigno
|Bypass A14, Autostrade contatta il Comune di Montenero. Ma la stradina da adeguare è privata
Dopo settimane di interlocuzioni affidate soprattutto ad Anas, Aspi ha avviato il confronto diretto con il Comune in vista della ricognizione sul posto. Il possibile accesso all’autostrada passa attraverso un viale sterrato di proprietà del gruppo Sarni: servirà un accordo con i privati. Non c’è ancora il progetto esecutivo. Di Pardo: “Per Petacciato è l’unica soluzione, con l’inverno le strade interne diventeranno un problema serio”.
Dopo settimane di sollecitazioni e interlocuzioni condotte prevalentemente attraverso Anas, Autostrade per l’Italia ha contattato il Comune di Montenero di Bisaccia. Il confronto serve a preparare la ricognizione sul posto che dovrà precedere la progettazione del collegamento provvisorio tra la Statale 16 e l’A14, individuato come soluzione per aggirare il ponte crollato sul Trigno.
A confermare il contatto è la sindaca di Montenero Simona Contucci. È un passo avanti concreto, perché per la prima volta Aspi si è rivolta direttamente all’amministrazione del territorio nel quale dovrebbe essere realizzata la bretella. Ma non significa che il collegamento sia già pronto a partire: non esiste ancora un progetto esecutivo e la ricognizione dovrà verificare sul campo la reale praticabilità del tracciato, le pendenze, gli innesti e le opere necessarie.
Intanto è emersa una prima questione da risolvere. I possibili accessi individuati da Anas in località Marinelle non sono strade comunali. Sono viali sterrati privati che attraversano i terreni compresi tra la Statale 16 e l’autostrada, riconoscibili per la lunga fila di pini che li costeggia. Anche il cartello collocato all’imbocco, ben visibile nelle fotografie, avverte che si tratta di una “proprietà privata”.
Secondo la verifica effettuata dal Comune di Montenero, i terreni e le stradine appartengono al gruppo Sarni, noto soprattutto per le attività di ristorazione e per le aree di servizio autostradali. Prima di poter adeguare il viale e utilizzarlo come collegamento sarà quindi necessario raggiungere un accordo con la proprietà oppure individuare la procedura amministrativa adatta a rendere disponibile il tracciato.
Non è detto che la natura privata della strada rappresenti un ostacolo insormontabile, ma è un passaggio che dovrà essere affrontato nella progettazione. Al momento non è stato stabilito se si procederà attraverso un’acquisizione, una cessione, una convenzione o un’altra formula. Proprio il sopralluogo con Aspi dovrebbe servire a mettere a fuoco anche questi aspetti.
Il tracciato al quale si sta lavorando si trova in agro di Montenero, leggermente più a nord dell’area di servizio Sarni e prima del fiume Trigno. L’ipotesi è adeguare una delle stradine esistenti per collegare il tratto ancora percorribile della Statale 16 alla carreggiata dell’A14. Gli automobilisti entrerebbero in autostrada prima del ponte crollato, supererebbero il fiume e uscirebbero al casello di Vasto Sud-Montenero di Bisaccia.
Sarebbe dunque una soluzione provvisoria, pensata per il periodo necessario alla costruzione del nuovo ponte, e non un casello autostradale tradizionale. Ma anche un’opera temporanea richiede un progetto, verifiche di sicurezza, autorizzazioni e la disponibilità delle aree attraversate. Per questa ragione non è realistico immaginare che la bretella possa aprire nel giro di pochi giorni.
L’area privata interessata dal possibile raccordo è la stessa che negli anni scorsi era entrata nel dibattito pubblico per il progetto “South Beach”, la gigantesca cittadella turistico-residenziale ipotizzata sulla costa di Montenero e poi accantonata. Il piano prevedeva 127 torri e oltre 11mila alloggi su una vasta superficie alla foce del Trigno e aveva suscitato forti contestazioni per il consumo di suolo e l’impatto ambientale.
Nel 2023 Sarni risultava comproprietario di circa 180 ettari di terreni lungo la Statale 16. Ettari che poi sono stati divorati dall’erosione, che ha provocato un consistente arretramento della spiaggia, delle dune e dei terreni a ridosso del mare, e di una prospettiva di sviluppo diversa e più sostenibile rispetto al vecchio progetto.
Oggi la questione è completamente diversa: quei terreni potrebbero diventare il passaggio necessario per ricucire provvisoriamente la viabilità tra Molise e Abruzzo. Ma la storia proprietaria dell’area entra inevitabilmente nella procedura e aggiunge un tassello al lavoro che dovrà essere svolto prima di aprire il cantiere.
Tra i sindaci del territorio, quello di Petacciato Antonio Di Pardo è uno di quelli che più insistono sulla necessità di arrivare rapidamente a una soluzione. Il suo Comune, sostiene, è quello che sta pagando il prezzo più alto dell’interruzione.
“È l’unica soluzione, visti i tempi”, dice parlando del bypass sull’A14. “È l’unica risposta temporanea possibile, un tampone per evitare tutto il percorso che adesso siamo costretti a fare. Con l’avvicinarsi dell’inverno diventa un problema serio”.
Dal 2 aprile una parte consistente degli spostamenti tra Petacciato, Montenero e l’area di San Salvo si è riversata sulle strade interne. Percorsi più lunghi e tortuosi, che secondo Di Pardo non possono sostenere indefinitamente la pressione del traffico deviato dalla Statale 16.
“Non sono strade capaci di reggere un traffico così elevato. Ci sono curve, carreggiate strette e una maggiore pericolosità della percorrenza. Con l’inverno bisognerà aggiungere la pioggia, il fango e i detriti. Quella che oggi è già una viabilità difficile rischia di diventare ancora più problematica”.







