Montenero di Bisaccia - Petacciato
|Bretella A14, vertice al Ministero. Ma a sei mesi dal crollo del ponte sul Trigno il tracciato non c’è
La soluzione provvisoria per superare il ponte crollato sul Trigno è stata discussa a Roma con Mit, Autostrade per l’Italia, commissario Anas, Regione e Comune di Montenero. Contucci: “Ho visto una buona spinta politica del Governo”. Ma i punti di ingresso e uscita restano indicativi, le verifiche sul posto non sono state ancora eseguite e le aree coinvolte sono private
A quasi sei mesi dal crollo del ponte sul Trigno, la bretella attraverso l’A14 che dovrebbe consentire di superare l’interruzione della Statale 16 Adriatica non ha ancora un percorso definito. Ci sono la disponibilità politica, l’interessamento del Governo e un nuovo tavolo istituzionale. Mancano però il tracciato, i sopralluoghi tecnici, la disponibilità delle aree e, di conseguenza, tempi certi per la realizzazione.
La soluzione provvisoria è stata al centro della riunione che si è svolta nel pomeriggio di oggi, mercoledì 30 settembre, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a Roma. Un ulteriore passaggio per affrontare l’interruzione dei collegamenti tra Molise e Abruzzo, mentre si avvicinano i mesi delle piogge e dell’inverno e migliaia di persone continuano a fare i conti con percorsi più lunghi e difficili.
All’incontro hanno partecipato funzionari del Ministero, rappresentanti di Aspi, Autostrade per l’Italia, e il commissario nominato dall’Anas per questa emergenza. Per il Molise erano presenti l’assessore regionale Michele Marone e la sindaca di Montenero di Bisaccia Simona Contucci.
Il tavolo ha affrontato le diverse possibilità di utilizzare un tratto dell’autostrada per superare l’interruzione della viabilità costiera, in attesa della ricostruzione del ponte. È la soluzione che da mesi viene considerata la più praticabile per ridurre le deviazioni e restituire un collegamento più diretto tra il Basso Molise e l’area di San Salvo, con conseguenze positive per pendolari, imprese e trasporti tra le due regioni.
Contucci, contattata al termine della riunione, riferisce di aver colto una forte volontà di intervenire e un’attenzione al problema legata anche all’importanza nazionale della direttrice adriatica.
“Ho visto una buona spinta politica del Governo”, sottolinea la sindaca, che considera il confronto romano un passaggio positivo nel lavoro necessario a individuare la soluzione.
L’interessamento del Ministero è un segnale importante, così come la presenza al tavolo di Autostrade per l’Italia. Ma la riunione non consegna ancora al territorio un progetto definito. A distanza di quasi sei mesi dal crollo, la bretella rimane nella fase delle ipotesi e delle verifiche preliminari.
Il prossimo passaggio riguarderà infatti proprio l’approfondimento delle possibili alternative di tracciato. I punti di ingresso e di uscita dall’A14 sono ancora indicativi e la loro praticabilità dovrà essere accertata attraverso verifiche tecniche e sopralluoghi che non sono stati ancora eseguiti.
È questo il dato che ridimensiona, almeno per il momento, ogni possibile annuncio di svolta. Il confronto istituzionale è avanzato e il coinvolgimento del Governo è diventato più diretto, ma senza una ricognizione sul posto non è ancora possibile stabilire da dove partirà la bretella, dove si innesterà sull’autostrada e quali opere saranno effettivamente necessarie.
Nel corso dei mesi le ipotesi sono cambiate più volte. Inizialmente si era parlato di un accesso dal territorio di Petacciato. Successivamente l’attenzione si era spostata su una strada privata alberata a Montenero Marina, all’incirca di fronte all’idrovora, in località Marinelle. Ora il confronto torna a interessare la zona dei collegamenti con le aree di servizio Sarni dell’A14. Anche questa, però, resta una possibilità da approfondire prima di poter indicare con precisione il percorso della bretella.
La definizione del tracciato dovrà accompagnarsi alla disponibilità delle aree interessate. Le diverse ipotesi coinvolgono infatti terreni privati e gli espropri non sono stati ancora effettuati. Prima di passare dalle valutazioni alla realizzazione sarà quindi necessario individuare il percorso, verificare tecnicamente la sua fattibilità e stabilire le procedure per utilizzare o acquisire le aree.
La proposta di servirsi dell’A14 per creare un collegamento provvisorio era stata avanzata per prima, già nei mesi scorsi, dalla consigliera regionale del Partito Democratico Micaela Fanelli, che aveva indicato il bypass autostradale come la soluzione più rapida per superare il punto del crollo. L’ipotesi era poi entrata nel confronto tra Anas, Regione, amministrazioni locali e concessionaria, fino a diventare il percorso istituzionale sul quale oggi si concentra il lavoro.
Nel frattempo anche il sindaco di Petacciato Antonio Di Pardo aveva insistito sulla necessità della bretella, considerandola l’unica risposta concretamente praticabile in attesa del nuovo ponte. Petacciato è tra i centri che stanno pagando maggiormente l’interruzione della Statale 16, con gli spostamenti verso San Salvo riversati su strade interne strette, tortuose e poco adatte a sostenere a lungo un traffico così intenso.
La pressione è arrivata anche dal comitato civico “Ridateci il Ponte”, che attraverso la raccolta di firme ha chiesto una viabilità alternativa, un cronoprogramma trasparente e risposte concrete per cittadini e imprese.
Tra due giorni saranno trascorsi esattamente sei mesi dal crollo del ponte sul Trigno. E la soluzione pensata per tamponare l’emergenza deve ancora trovare una configurazione definitiva. L’avvicinarsi della stagione delle piogge rende ancora più urgente un collegamento diretto e sicuro lungo la costa, soprattutto perché le strade interne utilizzate in questi mesi presentano criticità che potrebbero aggravarsi con il maltempo.
Il vertice di Roma segna dunque un avanzamento politico e istituzionale e conferma che il dossier è arrivato sul tavolo del Governo. Ma un tavolo, da solo, non è ancora una bretella. Ora servono i sopralluoghi, la scelta del percorso, la disponibilità dei terreni, un progetto e tempi verificabili.
Sono tutti passaggi necessari affinché l’attenzione rivendicata dalle istituzioni si trasformi finalmente in un collegamento concreto per un territorio che, dal 2 aprile, continua ad aspettare una risposta.






