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5 mesi dal crollo del ponte Trigno: affidati i lavori di bonifica alla foce per riprendere le ricerche del disperso

La Regione assegna l’intervento alla ditta BCM Service. La messa in sicurezza consentirà nuovi approfondimenti nel fiume, dove il pescatore Domenico Racanati e la sua automobile risultano dispersi dal 2 aprile

È stato affidato il servizio di bonifica da eventuali ordigni bellici nell’alveo del Trigno, passaggio necessario per consentire nuovi approfondimenti nelle ricerche di Domenico Racanati. I lavori dovrebbero iniziare entro il 10 settembre.

La Regione Molise ha assegnato l’intervento alla BCM Service Srl di San Marcellino, in provincia di Caserta, impresa specializzata chiamata a verificare e mettere in sicurezza le aree nelle quali dovranno essere effettuate le successive operazioni. L’affidamento, formalizzato con una determina di martedì 1 settembre, prevede una spesa di 34.408,50 euro oltre Iva.

A cinque mesi dal crollo del ponte Trigno lungo la Statale 16 si comincia quindi a vedere un passo concreto. Prima di intervenire nel fiume con mezzi e operatori sarà necessario escludere la presenza di residuati bellici. Soltanto dopo la bonifica potranno essere svolti gli approfondimenti programmati nell’alveo, dove il fango, i detriti e i materiali trascinati dalla piena hanno reso particolarmente difficili le ricerche.

L’affidamento consente di rispettare il programma annunciato nelle scorse settimane, che prevedeva l’avvio dei lavori entro il 10 settembre. Non si tratta ancora della ricostruzione del ponte né della rimozione complessiva delle macerie, ma di un intervento preliminare di sicurezza indispensabile per poter tornare a operare nelle zone individuate.

Domenico Racanati, pescatore 53enne di Bisceglie, risulta disperso dal 2 aprile, giorno in cui una parte del ponte della Statale 16 sul fiume Trigno crollò durante la violenta alluvione che colpì il Basso Molise. L’uomo stava attraversando il viadotto a bordo della sua Fiat Bravo color champagne, mai ritrovata.

In questi cinque mesi le ricerche hanno coinvolto Guardia Costiera, sommozzatori, battelli e strumentazioni subacquee. Le operazioni si sono concentrate sia nel fiume sia alla foce e in mare, ma non hanno ancora permesso di individuare il pescatore e la sua automobile.

La famiglia ha continuato a chiedere che ogni tentativo venga compiuto per ritrovare il 53enne, sollecitando anche gli interventi necessari tra i detriti e le macerie del ponte. L’area del crollo resta sotto sequestro nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Larino, che indaga per crollo colposo oltre che per omicidio colposo.