Automotive, le Regioni chiedono una svolta all’Ue: per il Molise partita decisiva sul futuro Stellantis
Neutralità tecnologica, proroga degli obiettivi sulle emissioni, più aiuti e un fondo europeo dedicato alla filiera. Il Molise porta a Bruxelles le richieste di un settore strategico mentre lo stabilimento di Termoli attraversa una fase di profonda incertezza.
Neutralità tecnologica, revisione delle scadenze sulle emissioni, sostegno alla componentistica e più risorse per la riconversione industriale. Sono le principali richieste presentate a Bruxelles dalle Regioni italiane dell’automotive. Proposte che per il Molise assumono un peso particolare, perché riguardano direttamente il futuro del suo principale comparto industriale e dello stabilimento Stellantis di Termoli.
La fabbrica automobilistica termolese sta attraversando una delle fasi più difficili della propria storia. Il progetto della Gigafactory di Acc è stato accantonato, mentre per 1.721 lavoratori è stato attivato un contratto di solidarietà valido dal 31 agosto 2026 al 29 agosto 2027. Le prospettive produttive sono oggi legate principalmente alle trasmissioni elettrificate eDCT e alle motorizzazioni GSE, in un quadro segnato da volumi ridotti e incertezza sul futuro.
È in questo contesto che il Molise, rappresentato dal consigliere regionale delegato alle Attività produttive Andrea Di Lucente, ha partecipato alla missione istituzionale organizzata dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. La delegazione ha incontrato il vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, la vicepresidente dell’Europarlamento Antonella Sberna e i deputati impegnati sui dossier automotive.
Le Regioni condividono l’obiettivo della transizione verso una mobilità sostenibile, ma chiedono che il processo venga accompagnato da una politica industriale capace di difendere investimenti, produzioni e occupazione. Il rischio indicato nel documento congiunto è che regole troppo rigide possano accelerare la perdita di competitività delle aziende europee e favorire la delocalizzazione.
La prima richiesta riguarda la neutralità tecnologica. Secondo le Regioni, il raggiungimento degli obiettivi ambientali non deve essere affidato a un’unica soluzione, ma deve lasciare aperta la strada a tutte le tecnologie in grado di contribuire alla riduzione delle emissioni, valutandone anche la sostenibilità economica, produttiva e sociale.
Per Termoli la questione è centrale. Lo stabilimento ha costruito per decenni la propria attività sulla produzione di motori e oggi deve affrontare una trasformazione industriale che coinvolge non soltanto i dipendenti diretti, ma anche l’indotto e un’ampia parte dell’economia del Basso Molise.
Le Regioni chiedono quindi di sostenere gli investimenti, la digitalizzazione e la riconversione degli impianti, accompagnando anche le piccole e medie imprese della componentistica. Tra le proposte figura l’introduzione di un regime europeo di aiuti di Stato più ampio, stabile e flessibile, accessibile anche alle grandi imprese impegnate in progetti ad alta intensità tecnologica e finanziaria.
Il documento propone inoltre una nuova categoria di veicoli alimentati con carburanti neutri, indicata con la sigla VEEF, e la modifica degli obiettivi intermedi di riduzione delle emissioni rispetto ai valori del 2021. La richiesta riguarda anche i veicoli commerciali leggeri e prevede una proroga delle scadenze attualmente fissate per il 2029 e il 2032.
L’obiettivo dichiarato dalle Regioni non è bloccare la transizione ecologica, ma evitare che il cambiamento provochi la desertificazione industriale dei territori. Una prospettiva particolarmente concreta in Molise, dove le difficoltà dello stabilimento Stellantis hanno già prodotto un forte ricorso agli ammortizzatori sociali e alimentano le preoccupazioni per la tenuta dei livelli occupazionali.
Un altro passaggio riguarda la programmazione comunitaria 2028-2034. Le Regioni chiedono che l’automotive venga riconosciuto come filiera industriale strategica europea e che venga creato uno strumento finanziario dedicato, utilizzabile anche da Regioni, territori e PMI per sostenere produzioni, innovazione, competenze, energia e infrastrutture.
Alla missione hanno partecipato, oltre al Molise, Abruzzo, Basilicata, Campania, Lazio, Lombardia, Piemonte e Puglia, con l’adesione anche di Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Veneto. Il coordinamento è stato affidato all’assessore marchigiano Giacomo Bugaro nell’ambito della Commissione Attività produttive della Conferenza delle Regioni.


